Lutz Förster e lo spirito di Pina

Chi è rimasto colpito e si è emozionato con il film “Pina” di Wim Wenders ricorderà le lunghe passerelle sempre capeggiate da un uomo distinto, magro, slanciato. È lui, Lutz Förster, solo in scena, unico interprete del proprio autoritratto. Portrait of a Dancer è il monologo recitato/danzato di questo splendido performer che si racconta con poesia, ironia, eleganza, narrandoci il suo Tanztheater Wuppertal Pina Bausch.

Förster ha 59 anni, è tedesco, ballerino, insegnante. Comincia l’excursus dal suo approccio con la danza:  le prime esperienze a 12 anni come ballerino di sala, i 5 mesi di balletto classico abbandonato perché il padre non condivideva l’immagine che ne derivava, finalmente l’approdo a 21 anni – old, but we can try – all’università di Essen. Sta ancora studiando quando arriva la telefonata che ripaga la tenacia delle sue scelte: Pina Bausch vuole 4 studenti per la sua produzione de Frühlingsopfer – La sagra della Primavera. Vuole lui, ma non ricordandone il nome lo definisce “quello alto, con un grande naso e una bella seconda”. E Förster è in scena, 40anni dopo, biondo, longilineo, naso prominente, nice 2nd position!

Comincia così la saga della sua carriera. Ricorda Kontakthof  e la scoperta del piacere di parlare in scena. Il lavoro con Pina e le sue domande iniziatiche – commovente l’esempio “Praise an object” che genera una poetica ode alla sedia. E l’amico che gli insegna il linguaggio dei segni, da cui scaturisce un’altra struggente semplice perfetta risposta a “Do something you’re proud of”, la sorda canzone The Man I Love con la voce di Sophie Tucker che riusciamo ad immaginare prima ancora di sentirla.

Segue la stagione americana, con un altro sogno coronato: danzare il ruolo di Iago in The Moor’s Pavane, l’Otello di 20 minuti di José Limón. Ma dopo tre anni trascorsi a New York riemerge l’urgenza artistica, la rara dote di riconoscere le proprie necessità e avere il coraggio di cercarle, creando così le occasioni della propria vita. Così ritorna alla Bausch, figura che appare continuamente ieratica, concisa, profondissima a colmare la sua irrequietezza. La leggera e inconsapevole ironia iniziale si vela di tristezza e maturità; la risposta a “Be lonely” è il drammatico bisogno di compagnia raccontato da un’agenda, vuota, sempre, tranne qualche ora nel pomeriggio di Natale, giusto per dare un saluto alla mamma.

Anche l’incontro con Robert Wilson, cosi maniacalmente meticoloso nel dare indicazioni, risulta un’ulteriore occasione di libertà espressiva. Il regista è un altro maestro che vuole la sua risposta: “vedi come entrare in scena vestito di nero e uscirne vestito di bianco”.
Ma è la grande madre che pervade ancora e sempre la scena e lo spettacolo: la Bausch dei disaccordi ma anche il ventre finale. Stanco di ripetere le stesse coreografie, gli stessi gesti, Förster ha nuovamente bisogno di mettersi in gioco. E naturalmente non può che farlo con Pina creando e aggiustando insieme il proprio solo. È nel film di Wenders l’omaggio finale alla donna che gli ha segnato la vita: una danza di dita, gomiti, mani, una danza sottile, triste, ironica, minimale, profonda, geniale.

Tanta poesia, eppure una parte del pubblico rimane delusa. Chi non conosceva Pina non ha potuto assaporare i passaggi che rimandavano a quegli occhi che ti fissavano aspettando la tua risposta, che ti vagliavano scandagliandoti l’anima. Chi è rimasto affascinato e conquistato dal film menzionato si attendeva quelle sospensioni dinamiche, quelle confessioni commoventi. Lo spettacolo invece è solo un dialogo con lo spettatore, con cui Förster condivide i cardini della propria vita. E nonostante lui sia stato tra i pochi del Tanztheater Wuppertal ad avere esperienze poliedriche, ad essere assetato di altro, Pina Bausch rimane la vera e unica protagonista della serata. Silenziosa e maestosa ha segnato la continua ricerca di Förster, la storia della danza, l’anima di chiunque le si sia avvicinato.

Lara Crippa

“Portrait of a Dancer” di Lutz Förster visto al Teatro Comunale di Ferrara il 09/11/2012

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