Bejart rivive a Torino

Il Béjart Ballet Lausanne celebra i suoi venticinque anni a Torino con un doppio appuntamento

Il Béjart Ballet Lausanne celebra con una tournée mondiale – che toccherà il Teatro Regio di Torino dal 30 novembre al 14 dicembre – i suoi venticinque anni. Nel 1998 Maurice Béjart (1927-2007) aveva diretto il festival Torino Danza, e la stessa città rende ora omaggio al grande coreografo con un doppio appuntamento. Dal 30 novembre al 5 dicembre il primo programma presenta L’Oiseau de feu, Syncope, Offrande à Stravinsky e Le Sacre du printemps. Dal 7 al 14 dicembre il secondo programma prevede LightBoléro. Gli spettacoli saranno presentati al pubblico da Elisa Guzzo Vaccarino nell’Incontro con il Balletto che si terrà al Piccolo Regio Puccini mercoledì 28 novembre alle ore 17.30.

Nell’Oiseau de feu (prima rappresentazione 1970), sulla suite orchestrale di Igor Stravinskij del 1919, Béjart nutre, alimenta e rivoluziona questo grande classico del ‘900 «ritrovando i due elementi choc che furono alla base della creazione: Stravinskij musicista russo, Stravinskij musicista rivoluzionario. Che la danza sia quindi l’espressione astratta di questi due elementi » (Maurice Béjart).
Syncope (2010) è la coreografia di Gil Roman su musica dei Citypercussion che arriva a Torino in prima italiana. Il coreografo spiega cosa accade nell’istante sospeso della sincope, in cui hanno luogo perdita di conoscenza, ispirazione, invenzione.
Offrande à Stravinsky (2012) è un delizioso piccolo omaggio a Stravinskij, a Torino in prima nazionale. È costituito dalla fusione di due frammenti tratti da due coreografie differenti: il primo è un solo – eseguito da Gil Roman – sulla voce di Stravinskij durante una prova d’orchestra (tratto dal balletto Igor et nous del 2007) e il secondo è un pas de deux sulla musica del terzo movimento del Concerto per violino e orchestra in re maggiore di Stravinskij.
Le Sacre du printemps (1959) è una pietra miliare della storia della danza. Maurice Béjart vi si accosta con coraggio, e la sua versione densa di nuovi significati, fisica e sensuale è un successo universalmente riconosciuto. Con Béjart scompare il sacrificio dell’Eletta e la celebrazione della nascita della Primavera diventa una smisurata forza primitiva a lungo addormentata.

Punto di partenza di Light (1981) è la musica di Vivaldi e l’amore sconfinato di Béjart per Venezia;  poi un’altra città sull’acqua, San Francisco, e la sua scena musicale di sperimentazione anni Settanta rappresentata dai The Residents e dai Tuxedomoon. Béjart immagina fra le due città un ponte, come quello di Rialto e, ancora, un arcobaleno; vede sprofondare le due città, ma ragazzi e ragazze emergono dalle acque danzando su una piattaforma luminosa.
Boléro,  composto da Ravel nel 1928 su commissione della celebre ballerina e attrice russa Ida Rubinstein, fu coreografato da Bejart nel 1961. Nella sua versione emerge con violenza l’essenziale, nessuno spazio per gli espedienti pittoreschi; il coreografo assegna il ruolo centrale, la Melodia, indistintamente a un interprete maschile o femminile; mentre il Ritmo è interpretato dal gruppo di ballerini. Nella recita serale dell’11 dicembre protagonista d’eccezione sarà Aurélie Dupont, étoile del Ballet de l’Opéra di Parigi ed étoile ospite del BBL, Béjart Ballet Lausanne.

Le musiche sinfoniche dei due spettacoli sono eseguite dal vivo dall’Orchestra del Teatro Regio diretta dal maestro Nicolas Brochot.

Info: www.teatroregio.torino.it

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