Eleonora Abbagnato, un omaggio (confuso) al talento

Eleonora AbbagnatoLa bella Eleonora Abbagnato giunge per la prima volta a Padova con un Gala dai tratti un po’ confusi. Nonostante Massimiliano Siccardi ricrei un fondale video che ci proietta in un teatro di tradizione, la scelta del Gran Teatro GEOX sembra condurre la serata verso un clima pop piuttosto che rimandare alla preziosità dell’Opera di Parigi, dove la Abbagnato è première danseuse. Il tipico odore di legno e polvere viene sostituito dall’aroma di pop corn e panini (sì, durante lo spettacolo), creando un sottofondo olfattivo che non ricorda il parterre parigino. E se da un lato gli organizzatori giustamente enfatizzano la presenza di numerosi giovani accorsi per l’occasione, forse un programma di sala avrebbe consentito loro di comprendere il programma della serata.

Le aporie interpretative non mancano rispetto al programma di “Je suis Eleonora Abbagnato”. Lo spettacolo è stato costruito per valorizzare la ballerina orgoglio italiano, ma l’hommage non si limita per coerenza a Roland Petit, che seppe riconoscere e valorizzare il talento della protagonista, e alla splendida Zizi Jeanmarie, ma si spinge ad Anna Magnani e niente meno che Maria Callas. Cerchiamo un filo conduttore: le tre donne hanno fatto la storia della danza, del cinema, del canto. Per quanto la Abbagnato sia una donna piena di grazia e talento, l’accostamento appare un po’ forzato. Che sia la bellezza ad accomunare questi miti? Forse, ma il primo piano finale dell’eterea Eleonora ricorda più Grace Kelly che le tre dive more.

La serata ha visto avvicendarsi sul palco coreografie di repertorio classico e contemporaneo. Ha aperto le danze una bellissima Maria Yakoleva con il famoso ‘Adagio della Rosa’ da La Bella Addormentata. Eleonora Abbagnato ha danzato con i tacchi, le punte, le scarpe da mezza, sempre sinuosa, elegante, coinvolgente. Il suo omaggio a Roland Petit e a sua moglie sono convincenti. Il volto del coreografo compare più volte sullo schermo, così come quello di Zizi – che molti riconoscono in Mon Truc En Plumes – mentre Eleonora danza Carmen nella splendida scena della camera da letto. Al suo fianco compare un altrettanto intenso ed elegante Hervé Moreu, anch’egli dell’Opera di Parigi.

Infiamma il pubblico lo spagnolo Sergio Bernal che presenta due mirabili assoli di pirouettes e flamenco (ma ci perdiamo nuovamente il filo conduttore e il legame con le tre donne omaggiate). Presenti anche alcuni interpreti italiani, tutti del Balletto del Teatro di Torino, cui spetta l’omaggio al film Bellissima di Luchino Visconti. Si fatica a capire la coerenza o il nesso dei movimenti e dei costumi con il film e la serata. In sostanza l’hommage “Je suis” è un’occasione di grazia e bellezza che si sarebbe potuta presentare in modo più convincente, affidandosi magari meno ai grandi richiami storici e valorizzando le doti e le qualità degli artisti in scena.

Alessandra Ferrari

“Je suis Eleonora Abbagnato”, visto al Gran Teatro GEOX di Padova il 24/02/2013

 

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