La mascolinità declinata nel Talent dei Ballet Boyz

BalletBoyz_SerpentDieci giovani maschi talentuosi si impossessano del palcoscenico scivolando potenti e sinuosi tra pose plastiche e dinamiche sospese. Sono i Ballet Boyz, moderni Titani, poliedriche e variegate creature che si piegano e plasmano sotto la mano dei coreografi, mantenendo la loro individualità e peculiarità. The Talent 2013 mette in scena (appunto) il talento di questi dieci uomini che nella diversità della loro estrazione ricreano dinamiche capaci di esprimere forza e flessibilità, rigore ed energia, impatto e poesia.
Ma il talento non è solo dei danzatori. È dei fondatori, Michael Nunn & William Trevitt, che hanno creato una miscela di muscoli esplosiva senza cadere nella banalizzazione mirata al successo, e dei coreografi a cui è stato commissionato lo spettacolo: il giovanissimo Liam Scarlett e l’indipendente Russel Maliphant. La formazione al Royal Ballet di Londra è forse il denominatore comune che fonda la lungimiranza di questi quattro uomini, innovatori che hanno scelto di travalicare le proprie origini per sperimentare, creare e mettersi in gioco.

Nessuna formula precostituita dunque. È evidente fin dall’attacco dei due pezzi, entrambi introdotti da una breve video-intervista ai loro creatori. Entrambi rilevano la sfida di lavorare con un collettivo, con un gruppo solo maschile, composto da ragazzi con formazione tanto diversificata. Ma la sfida è stimolo, è creazione.

Liam Scarlett, ventiseienne ballerino classico e promessa coreografica britannica, crea SERPENT, un flusso continuo di insiemi pulsanti e sospesi passi a due. La derivazione classica è ancora forte, nelle prese, nella tensione dei piedi, nella ricerca estetica. Risaltano subito le asincronie e aritmie iniziali, ma con il procedere della coreografia è come se Scarlett si liberasse della propria pelle creando passi a due più terreni, ritrovando dinamiche di lotta e intimità, di abbandono, intersecando e sovrapponendo l’abbraccio allo scontro, dando vita ad una composizione popolata da creature delicate e vibranti.

Tutt’altra energia scaturisce da FALLEN di Russel Maliphant. Il tracciato non è più rettilineo, ma viene scandito da una doppia circolarità. Le luci – ancora un volta frutto della sintonia con Michael Hulls – sottolineano uno sguardo rivolto a terra. I ballerini sono immersi in un sostrato tribale, si abbandonano a dinamiche più vigorose, la loro lotta è scesa dall’Eden per strisciare in un fango militare. La scena è ancora più spoglia, ma vediamo un esercito di combattenti che tra loro si sostengono, che cadono e si rialzano. Quasi un cerimoniale iniziatico tra gladiatori metropolitani. Il punto focale è plurale, rispecchia la moltiplicazione dell’individuo che in entrambe le opere diviene collettività, gioco viscerale, brutalità poetica e specchio di una silenziosa urgenza di affermare il proprio essere-nel-mondo.

 

Lara Crippa

“The Talent 2013”, Ballet Boyz, visto al Teatro Comunale di Vicenza il 13/04/2013

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7 comments

  1. Ho trovato il vostro blog su google e sto leggendo alcuni dei tuoi post iniziali. Il tuo blog semplicemente fantastico.

  2. Pingback: Grande Danza al Teatro Grande di Brescia | Parole di Danza

  3. un piccolo omaggio…
    Liam Scarlett che “guida” i quattro ballerini nell’esecuzione di “The Age of Anxiety ”…
    veramente coinvolgente…

  4. Pingback: Life, l’ironica amarezza dei BalletBoyz | Veneto blog

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