L’attitude è green nelle foto di Raoul Iacometti

greenattitudeNei gesti e nelle posture controllate di una ballerina si può leggere l’armonia del corpo e la straordinaria capacità di trasfigurare lo sforzo fisico fino a farlo diventare bellezza. Ma si può immaginare che i suoi movimenti si inscrivano in un ampio quadro nel cui ordine tutta la natura sia partecipe. Il fotografo Raoul Iacometti ha avuto l’intuizione di indagare questa possibilità, iniziando un lavoro alla scoperta della sintonia che lega i gesti umani della danza alla realtà che fiori e piante suggeriscono. «La struttura a dittici permette di riconoscere con facilità analogie davvero sorprendenti – osserva il critico fotografico Roberto Mutti -: per un verso sembra che siano le foglie lanceolate a suggerire alla ballerina la postura delle sue gambe, per l’altro si può immaginare che la natura umana e quella vegetale vivano di un’identica partecipazione e vibrino nella identica sintonia. O forse è il fotografo ad aver agito da attento regista di questo inedito spettacolo».

Ecco il progetto Green Attitude, nel quale la danza si fonde in maniera naturale con le piante e i fiori, all’interno e all’esterno di location che cambiano ogni volta: sono serre e vivai, polmoni artificiali sparsi ovunque, oasi di un verde perenne che non conoscono stagioni. Con Iacometti hanno lavorato Elisabetta Cardani, floreal artist conosciuta in Italia e all’estero, che si occupa della parte “verde” del lavoro e Roberto Mutti, critico e giornalista de La Repubblica, è autore dei testi e curatore della mostra fotografica e del relativo catalogo.

Green Attitude nacque nella mia mente circa cinque anni fa mentre camminavo tra i corridoi di una serra poco fuori Milano – raconta Iacometti -. Passai un’intera giornata immerso nel verde, nel caldo artificiale di tende di plastica spessa e opaca e pareti di vetri appannati. Ero alla ricerca di qualche scatto adatto a completare un lavoro dal titolo “Di serra”. Scattai molte fotografie, la maggior parte delle quali erano inquadrature di dettagli e close-up: mi avvicinai molto a piante e fiori seguendone le forme armoniose e dolci, simili a corpi che posavano senza mai stancarsi, immobili in quell’unica posizione, in perfetta simbiosi con l’ambiente circostante. Poi spostai l’attenzione sulle strutture in ferro, sui corridoi di bancali e sulle pareti trasparenti, ma che al momento non sembravano avere alcun collegamento con il mondo floreale, se non quello di protezione. Fu in quel preciso momento che l’idea di accostare fiori, piante e strutture alla danza arrivò in maniera naturale”.

Ecco allora le ballerine che si alterneranno sui vari set, per dare forma e armonia al progetto. Si va dalle classiche serre che ospitano fiori e piante di diverse specie a quelle che ospitano solo orchidee o solo ortensie, fino alle più moderne caratterizzate da tecnologia fotovoltaica.

www.green-attitude.it

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  1. Pingback: La danza diventa green nelle foto di Raoul lacometti

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