La tragica bellezza di Giselle

GISELLE_Zakharova_Bolle_I_tempoCommuoversi ancora dopo un secolo mezzo. È la bellezza dei passaggi coreografici, la delicata gestualità, la partecipazione al dramma che si compie. Tutto questo è Giselle, balletto del 1840 riportato in scena anche quest’anno per la stagione del Balletto del Teatro alla Scala di Milano. Svetlana Zakharova è una contadina principesca, Roberto Bolle il raffinato principe. La coppia è consolidata, eppure si palpita si gioisce si spera in ogni loro gesto.

Giselle è cresciuta, le sue linee si sono allungate, le sospensioni protratte, i piedi inarcati, ma la sua fragilità è ancora in scena, più composta, ma terribilmente umana. Anche Albrecht si è raffinato, bellissimo, elegante nell’aspetto e nella tecnica, ma dolce sperduto pentito.
La Zakharova rimane un cigno meraviglioso anche nelle vesti di una contadina, le sue linee urlano di purezza e controllo; a togliere il fiato non è solo la leggerezza dei suoi grand jeté o l’altezza dei développé, ma la precisione di ogni passaggio, di ogni cous de pied, di ogni aplomb. La sua follia è intensa e colma di dignità, la sua grazia la immola nel regno ultraterreno, la sua tenacia ci fa fremere di speranza e partecipazione.
Bolle è un compagno perfetto, pronto a sostenerla con fermezza, perfettamente sincrono nei tempi, nelle altezze, nelle elevazioni. Anche il suo dramma è delicato e signorile. Non si può odiarlo per aver ingannato l’innocente Giselle, la sua bellezza possente e delicata ci porta a perdonarlo e a pregare con lui nella sua danza di morte. E la compostezza di quei trentadue entrechat quatre sono un’arma convincente.

Segnaliamo un’altra presenza maschile, tutt’altro stile, un vero contadino, energico, potente, coinvolgente: Federico Fresi. Nel passo a due dei contadini trascina il pubblico nel vortice dei suoi tour en l’air, sostituendo il salto triplo, con tre double di seguito, rigorosamente terminati in quinta perfetta. Anche il corpo di ballo è stato impeccabile, specialmente nel secondo atto. Le Willi hanno fatto fremere il pubblico per precisione e bellezza, non una sbavatura non un’angolazione erronea, anch’esse forti, delicate, unite all’unisono nel loro tragico destino.

Lara Crippa

“Giselle”, visto al Teatro alla Scala di Milano il 30/04/2013 replica serale

 

Advertisements

4 comments

  1. GP

    Reblogged this on misentopop.

  2. Pingback: Giselle riallestisce la tradizione | Parole di Danza

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: