L’hanami raccontato dalla Da Cru Dance Company

Kaze MononokeCon una danza frutto di una sorprendente contaminazione tra hip hop theatre, danza contemporanea, house, jazz rock, breaking e linguaggi artistici innovativi, i coreografi Marisa Ragazzo e Omid Ighanì raccontano l’hanami, la tradizionale usanza giapponese di godere della bellezza della fioritura primaverile dei ciliegi, i Sakura. Protagonisti sono il vento, Kaze, che tutto modifica, e i petali che, cadendo al suolo con una velocità di 5 cm al secondo, diventano, per la brevità della loro esistenza, per la delicatezza e il loro colore pallido, simbolo di fragilità e di bellezza estrema.

Kaze Mononoke – in scena venerdì 24 maggio al Teatro Greco di Roma – si divide in quattro capitoli, incentrati sui momenti diversi della vita degli umani, dei petali e del vento, Kaze, che scuote, spinge e carezza gli uni e gli altri. L’inizio è l’hanami e il viaggio è all’indietro, a scoprire i ricordi dell’inverno, candido e quieto, dell’autunno che tinge tutto di rosso e di giallo struggente e melanconico, dell’estate luminosa, dolente e carica del canto delle cicale.

E’ un racconto poetico e lieve che i danzatori della Da Cru Dance Company scrivono sulla scena, uno spazio bianco ed essenziale dove, carezzati da una brezza costante, mutano se stessi rapidamente e continuamente, perché questo fa il vento, spinge qualsiasi cosa al movimento, anche i sentimenti e gli umori. Il linguaggio tecnico dei danzatori contribuisce a creare una fantastica connessione di inganni visivi, i loro corpi, così come le loro menti, vivono quello che accade alle loro spalle, la proiezione di immagini, pensata come ad una voce muta che racconta, descrive e sottolinea la vita, ora di un petalo ora d’un sentimento.

Info:   www.dacrudancecompany.com

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5 comments

  1. GP

    Reblogged this on misentopop.

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  3. Pingback: Vicenza, sempre più variegata, eccellente e digital | Veneto blog

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