Il paradigma della danza al San Carlo di Napoli

West Side StoryMentre la maggior parte dei teatri italiani chiude le porte al caldo in favore dei festival estivi, il San Carlo di Napoli propone quattro eventi che spaziano ed esplorano i tanti volti della danza. Quattro appuntamenti eccezionali, quattro portate al culmine del loro genere.

Il primo appuntamento è con il musical americano: dal 22 al 28 giugno l’indimenticabile West Side Story nelle coreografie rivisitate da Joey McKneely per la Broadway Classic. L’avvincente musical nacque dal genio di Arthur Laurents (libretto), Stephen Sondheim (testi), Jerome Robbins (coreografie) e Leonard Bernstein (musiche). Debuttò nel 1957, fu replicato 732 volte prima di partire in tournée, e nel 1961 fu realizzata la nota versione cinematografica che vinse dieci Academy Awards.
La storia si ispira alla tragedia d’amore di sempre, Romeo e Giulietta, ma l’idea di Jerome Robbins fu di trasporre il dramma shakespeariano nella New York del XX secolo. Così l’emergere della questione giovanile nelle metropoli statunitensi dei primi anni ’50 suggerì agli autori di mettere in scena la rivalità venata di odio razziale tra due bande di quartiere: i sedicenti americani dei Jets e gli immigrati portoricani degli Sharks.

Pina Bausch_Cafe MullerDal genio musicale alla madre assoluta del teatro-danza: Pina Bausch. Dall’11 al 14 luglio la compagnia Tanztheater Wuppertal omaggia la sua creatrice, scomparsa quattro anni fa, con due storiche e imperdibili coreografie: Le sacre du printemps e Café Müller.
Nel 1975 Pina Bausch montò la sua versione della Sagra della Primavera di Igor Stravinskij, banco di prova dei più grandi coreografi del ‘900. La rivisitazione dell’artista tedesca non è mai uscita dal repertorio della Tanztheater Wuppertal; trenta ballerini, quindici uomini e quindici donne, gli uni a torso nudo, le altre in vesti leggere, danzano su un palco coperto di argilla: un rito asciutto e violento per la designazione della fanciulla destinata al sacrificio propiziatorio. Già in questo lavoro si scorgono le radici più profonde del rivoluzionario linguaggio dell’autrice, che, nel 1978, creò Café Müller, vero manifesto del teatro-danza, su musiche di Henry Purcell. La coreografa lo definì un ‘lamento d’amore’, una poetica metafora della difficoltà di un contatto autentico tra gli esseri umani.

carmina burana_Shen WeiTerzo appuntamento, terzo genere: l’attualità contemporanea di Shen Wei. Nei lavori dell’artista cinese di adozione newyorkese la danza interagisce continuamente con tutte le arti visive, dando vita a performance uniche. Fonda la Shen Wei Dance Arts a New York nel 2000 e, dopo numerosi riconoscimenti internazionali, cura la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di Pechino nel 2008.
I suoi spettacoli congiungono le forme estetiche orientali a quelle occidentali, puntando a creare una mise-en-scène pittorica e ibrida. Al pubblico partenopeo Shen Wei presenta, dal 21 al 26 luglio, la sua versione di Carmina Burana avvalendosi di orchestra, coro di voci bianche e corpo di ballo del Teatro San Carlo.

Manca solo il balletto classico di repertorio per concludere questo quadro della danza. Puntuale dal 17 al 22 settembre Il lago dei Cigni. A farcelo rivivere la Compagnia di Balletto del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo, la migliore del mondo.

swan lake_Mariinsky


Info:
      www.teatrosancarlo.it

 

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