La danza è amara e violenta al Festival dei Casoni

Scene di paglia è un festival teatrale, radicato nel territorio veneto ma connotato da un forte e riflessivo respiro nazionale. Coinvolge Padova e la Saccisica, riscopre luoghi e tradizioni antiche, dialoga con i propri artisti e il pubblico. Quest’anno il Festival dei Casoni e delle Acque si intitola Quando passa la nuvola per riflettere – secondo le parole del direttore artistico Fernando Marchiori – sui meccanismi che si innescano in epoche oscure. Lo spettatore viene così messo di fronte, nell’arco dei 17 spettacoli ospitati dal festival, “allo specchio ricurvo della nostra precaria condizione, a figure ambigue di eroi caduti, alle nobili e disperate miserie dell’animo umano (…) perché i diversi linguaggi artistici possono riportarci a una coscienza più critica del nostro rannuvolato presente, e spingerci a guardare più avanti. Oltre la nuvola”.

Giorgia Nardin_dolly
Anche la danza dice la sua, in una serata amara, sottile, che si avvinghia alla riflessione senza polemica. Protagonisti due realtà di ricerca italiane, due artisti di origine veneta: Giorgia Nardin e Maurizio Camilli. La giovane Nardin, protagonista del progetto GDA (Giovane Danza d’Autore), porta in scena la sua Dolly esplorando il proprio corpo, controllando e automatizzandone i movimenti. Non è proprio la citata Barbie o la mercificazione del corpo e venire in mente, ma una classica bambola infantile spogliata di ogni orpello (ma non delle mutande), abbandonata in un magazzino, con le pile quasi scariche, in preda a tic continui, che si incanta, si libera e poi ancora si blocca, fino ritrovare quasi un suo carillon dimensionale. Il corpo è coinvolto in ogni sua parte, il gesto non lascia mai spazio a sbavature, e si intrufola un sarcastico sorriso jockeriano.

Maurizio Camilli_col sole in fronteUn altro sguardo spia la scena e i nostri pensieri, quello di Ambra Chiarello, coprotagonista con Maurizio Camilli in Col sole in fronte, premio Critica Italiana 2010. L’ironia del titolo – la canzone ‘Voglio Vivere Così’ di Ferruccio Tagliavini – prepara alla cifra dello spettacolo, il caso Pietro Maso. Il testo scritto da Camilli è intenso, come il suo antieroe che racconta e indossa una vita borghese, aspettative di riconoscenza, investimenti generazionali. Il protagonista conquista il pubblico, lo seduce letteralmente, se lo fa complice. Il parricidio diventa un’evoluzione naturale, una meta a cui si giunge con la maggiore età. Il nostro sorriso è amaro, incantato dall’armonia scenica e l’equilibrio registico. Camilli inframmezza e accompagna il testo con una corporalità oggettivizzata, muscoli lucidi, pelle tesa, abiti firmati. Le gambe roteano nella sua controllata e liberatoria danza di seduzione, le braccia si agitano tra richieste di ascolto, dita puntate e mani serrate su bicchieri riempiti di alcol. Al suo fianco una domestica, celere e attenta, muta e onnipresente; un oggetto utile e robotizzato, che ricorda ‘Io e Caterina’ con Sordi, presenza inquietante che fa presagire la follia finale. Ma la tragedia è sapiente e contenuta, e il passaggio al fatidico matricidio non va più spiegato ma vissuto ammutoliti, come un quadro di bellezza coreografica nel quale una veste rossa accoglie tra le propria braccia un corpo seminudo e lo depone in una pietà dolorosa su un candido tappeto.

Alessandra Ferrari

DOLLY – di e con Giorgia Nardin
COL SOLE IN FRONTE – di e con Maurizio Camilli / Balletto Civile
visti a Villa Roberti (Brugine) il 26/06/2013

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