Il movimento dell’amore ad AvignonOFF

Un pomeriggio ad AvignonOff tra oltre mille spettacoli seguendo il filo dei rassicuranti nomi noti. E ci si imbatte in due storie d’amore, nell’eterna analisi relazionale che unisce e attrae e scontra i generi.

HIDDEN_Cobos_MikaRussel Maliphant presta il suo contributo alla compagnia CobosMika con CHOICE ma il risultato non convince. Nonostante i forti richiami alle arti marziali, i movimenti tirati ma fluidi fino a sfociare nelle loro conseguenze, il legame con la terra e i rimandi a un mondo di sabbia e deserto, la compagnia non più giovane perde di freschezza e sincronia.
Più calibrato il secondo pezzo HIDDEN, un passo a due tra la spagnola Olga Cobos e lo slovacco Peter Mika. Il palco disseminato di bianchi pedoni da scacchi che non seguono le mosse prestabilite ma sembrano birilli che la vita atterra e rialza. Si trasformano così in recinti, porte sbarrate, spazi aperti, trottole con cui giocare, lapidi di un cimitero immaginario. La coppia si aggira creando e distruggendo spazi di solitudine a cui alternano prese che urlano di rabbia, sospensioni che arginano la lotta per poi tramutarle nella dolcezza del reciproco sostegno.

LIFE_OctaviodelaRozaTorna in scena l’amore con LIFE – di e con Octavio de la Roza (già passato in Italia) ma questa coppia è giovane, gli slanci più estremi, il gioco più ironico, la bellezza disarmante. Non ci si nasconde più nelle pieghe della vita, ma si gioca con essa fino a morirne. Life si apre con una scena di cerimoniale muto, un dignitoso Seppuku, silenzioso omaggio al maestro Béjart. La lama taglia le scene, le scandisce, le calibra. Tra un memento mori e un altro esplode la vita, l’amore, anch’esso dispiegato nel suo archetipo: due ironici Adamo ed Eva tentati da una pallina che diventa subito motivo di gioco, di seduzione. Un tappeto crea continui quadri, prati verdi, ripari, giacigli, tatami, specchi d’acqua inquadrati da un sapiente utilizzo delle luci. Anche i costumi sono semplici richiami, rapide pennellate di bianco, nero, rosso.
In questa cornice i due ballerini calibrano la loro bellezza e bravura, senza mai eccedere, senza passi ridondanti che dimostrino la loro tecnica, ma mettendo la danza e i loro corpi al totale servizio della danza. L’italiana Camilla Colella è una dolcissima e potente Eva, consapevole, algida, bellissima. Si piega alla danza, la sospende, la sfida, la controlla. Che si tratti di celebrazione, gioco, cerimonia, passione, paura o sacrificio finale, la dignità percorre tutta la vita, fiera interprete delle proprie scelte.

Nulla di nuovo, di sperimentale, di off in questi due lavori presentati ad Avignone. In entrambi i casi si riconosce la rassicurante certezza dei codici della danza, il loro fluire, la loro delicata forza. Ma è un linguaggio profondo, istintivo, in cui riconoscersi e respirare.

Lara Crippa

visto al Festival AvignonOff 2013

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