La poesia di una desolazione atroce in Rue Vandenbranden

Autosave-File vom d-lab2/3 der AgfaPhoto GmbHUn gemito negato, soffocato e strozzato dentro una baracca lungo una strada del Nord, gelida e desolata. Così inizia lo spettacolo della compagnia belga Peeping Tom, la cui azione è imperniata sulla strada che divide le case di Rue Vandenbranden, con una scenografia cinematografica e il sottendere di un tragico destino.
Ad abitare questa landa desolata sono personaggi doppi, che mutano volto e forma e svelano vicende e vite atroci. Ogni individuo si piega al proprio destino, affrontandone i paradossi con triste ironia; i performers stessi agiscono come manichini, fantocci senza scheletro vittime di oscure volontà celesti.
In scena storie meschine e spirituali, incubi più che vite. Ecco una giovane coppia che rimbalza tra le mura domestiche, un ridicolo gigolò che ammicca al proprio ego, un’anziana madre che allatta il figlio smidollato. Ma tra l’ovvietà della vita, una mutanda stesa, il bagno, il sistemarsi i capelli, strisciano attraverso la Rue oscuri eventi, mostri che atterriscono, paure ataviche. Su tutto si libra, quasi a lenire ferite aperte e cicatrici incancellabili, la voce dell’anziana madre, i suoi canti potenti e famigliari, la sua figura altera. L’ironia dell’inizio – il gioco con la neve, i corpi che si trasformano in valanghe – viene lentamente soppiantata dalla tragedia in atto. Al centro della scena si staglia quella donna incinta e sola. E quella mano che sfiora continuamente il proprio ventre, quel gemito iniziale taciuto dalla forza del vento diventano presagi sempre più oscuri che sfociano in un rito atroce e brutale.
Eppure, nonostante squallore e desolazione vengano continuamente evocati, lo spettacolo è intriso di poesia, di respiri di speranza, di simpatetica solitudine. L’assolo finale è struggente: un uomo vigliacco che non ha saputo proteggere la vita, chiuso nella propria paralizzante timidezza, si scioglie e si disfa di fronte alla tragedia, altera ogni suo tratto fino a destrutturarsi e decomporsi di fronte alla sua muta incomunicabilità.

Alessandra Ferrari

“32 Rue Vandenbranden”, Peeping Tom, visto a Biennale Teatro, Venezia il 10/08/2013

 

Advertisements

2 comments

  1. Pingback: Olivier Awards celebrates Dance and Musical | Parole di Danza

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: