L’ovvietà poco sensuale della ricerca mondiale

Purtroppo i grandi nomi creano grandi aspettative. E nonostante il pubblico acclami, rimangono nella coscienza perplessità, sbavature e parecchie ovvietà. La canadese Marie Chouinard – di cui si ricordano Le sacre o Body Remix – è nuovamente ospite a Bassano Operaestate Festival con due pezzi recenti nei quali sembra che l’incedere degli anni o della fama faccia perdere il senso della ricerca.

Marie Chouinard_MouvementsLa prima coreografia, del 2011, è una trascrizione corporea del testo Mouvements di Henry Michaux. Idea semplice e riuscita nel suo crescendo. Il fondale proietta le immagini stilizzate del testo e i corpi dei danzatori le riproducono. Corpi calzati di nero lasciano impronte visive, danno diligentemente forma al proprio tratto, attendendo ai lati come anonimi pennelli. Le singole esercitazioni non sono sempre pulite e fedeli, qualche piede o bocca sfugge alla verosimiglianza, alcune rigidità risultano eccessivamente meccaniche. Ma le bianche pagine si infittiscono di segni pittorici e la forza del gruppo riscatta le sbavature impossessandosi del movimento.

Marie Chouinard_GymnopediesSe il primo pezzo forse non giustifica la dote di ispirazione della danza mondiale, l’ultima creazione del 2013, assunta ai canoni della grande danza, la rende imbarazzante. Gymnopédies celebra per definizione la danza e l’esercitazione nuda. La Chouinard, dopo aver dato vita ai suoi ballerini come crisalidi, li veste volgarmente e li occupa in continui e ripetitivi duetti erotici. Il che rispecchia più l’originaria intenzione spartana rispetto all’intento di ricerca dell’artista di dar forma alla caducità. Purtroppo qui non sfilano aitanti fanciulli ma banali e prevedibili movimenti. Sulla scena coppie rigorosamente etero si affannano in ripetitivi atti sessuali mimandone la gestualità. Anche in questo caso i danzatori risultano più convinti con lo svolgersi della coreografia e nello specifico dopo aver indossato una serie di nasi rossi, che alleggeriscono il tono e li aiutano ad alternare il sesso ginnico con il piacere dell’amplesso. Alla fine si onorano i defunti in una ilare e artificiale orgia collettiva, dove ogni spazio è sede ginnica, compreso – com’era ovvio – il povero pianoforte su cui si erano avvicendati i danzatori a suonare le note del giovane Satie.

Alessandra Ferrari

“Henry Michaux: Mouvements + Gymnopédies”, CIE Marie Chouinard, visto a OperaEstate, Bassano il 13/08/2013

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