Presentata la caleidoscopica stagione ferrarese

A few minutes_phMassimo Chiaradia IMG_5199copyAnche quest’anno la Stagione di danza 2013/2014 del Teatro Comunale di Ferrara conferma il suo ruolo di vetrina internazionale fra le più innovative e caleidoscopiche della scena contemporanea. Luogo di incontro di esperienze artistiche assai differenti, il cartellone 2013/2014 intreccia alle firme dei più accreditati maestri le istanze dei creatori più giovani, accostando nella rilettura del quotidiano approcci coreografici prevalentemente estetici a contaminazioni di generi e tradizioni. Undici spettacoli attraverso cui le diverse compagnie, da Israele all’India, dagli Stati Uniti al Sudafrica, dall’Italia al Canada, perseguono un obiettivo comune: relazionarsi con il mondo.

La Stagione prende il via il 12 ottobre con una in prima assoluta: How long is now # Ferrara della compagnia Balletto Civile diretta da Michela Lucenti, che ne firma anche la coreografia. Lo spettacolo affronta il tema del rapporto fra le generazioni in un dialogo serrato fra danza, teatro e musica. Di particolare rilievo la presenza sul palco della violoncellista Julia Kent.
Debutto ferrarese anche per la seconda compagnia in scena il 26 ottobre, il Batsheva Ensemble. La compagnia israeliana presenta Deca Dance, uno spettacolo per 15 interpreti che riassume, ricomponendolo in modo sempre originale, l’intero percorso creativo di Ohad Naharin, coreografo ai vertici della scena mondiale. Al centro di questo lavoro si staglia la ricchezza creativa di una formazione che ha fatto dell’energia, della tensione e dello slancio verso il pubblico il suo marchio di fabbrica.

Il Festival prosegue a novembre con un doppio appuntamento dedicato alla canadese Louise Lecavalier, per vent’anni danzatrice simbolo della compagnia La La La Human Steps. Per lei a Ferrara un debutto in duplice veste: il 1 novembre come interprete, accanto a Patrick Lamothe in Children di Nigel Charnock e al fianco di Keir Knight in A few minutes of Lock di Édouard Lock; come coreografa-danzatrice invece il 3 novembre, per la prima italiana di So blue. Tre pièces che, con il supporto di un programma musicale che incrocia il repertorio operistico e le avanguardie occidentali alle sonorità della tradizione ottomana, fondono l’irriverenza al virtuosismo e l’impostazione accademica all’improvvisazione.

Un respiro internazionale anche per la proposta del 16 novembre: in Rising l’anglo-indiano Aakash Odedra danza una sua inedita creazione Kathak, appositamente ideata per il Teatro di Ferrara, e tre assoli di Akram Khan, Russel Maliphant e Sidi Larbi Cherkaoui. Particolarmente spiccata la capacità di questi artisti di coniugare le tradizioni della propria terra d’origine con il linguaggio della danza contemporanea.
Assolutamente non convenzionali e dissacranti il 20 novembre arrivano dagli Stati Uniti i Trocks, ossia Les Ballets Trockadero de Monte Carlo, con uno spettacolo dedicato alla parodia dei manierismi della danza accademica. Questo famoso ensemble reinterpreta con humor e intelligenza alcune fra le coreografie più amate del repertorio classico, dal Lago dei Cigni a Raimonda… en travesti.

Come di consueto il programma autunnale si avvia a conclusione con Fuoristrada – 6 e 8 dicembre – la piattaforma sostenuta dalla Rete Anticorpi per promuovere la giovane danza italiana d’autore. Ancora in via di definizione gli artisti della prima serata mentre il secondo appuntamento propone Parkin’son, lavoro che si è aggiudicato il Premio Equilibrio nel 2011 per il forte impatto emotivo suscitato dal suo autore, Giulio D’Anna, in scena con il padre colpito dalla malattia.
Al suo terzo episodio ferrarese torna anche quest’anno il progetto pluriennale RIC.CI – Reconstruction Italian Contemporary Choreography. Anni ’80 – ‘90 -, curato da Marinella Guatterini. Affidata ai giovani danzatori del Junior Balletto di Toscana, il 10 dicembre rivive La boule de neige, coreografia nata nel 1985 dalla creatività di Fabrizio Monteverde.

Il nuovo anno vede il ritorno di una formazione fra le più apprezzate del panorama italiano: Aterballetto. Il 31 gennaio l’eclettica compagnia reggiana si confronta con la nuova creazione di Johan Inger – coreografo del Netherland Dance Theatre – dal titolo Rain Dogs, e con Workwithinwork, uno dei lavori più intriganti di William Forsythe, creato negli anni ’90 sui Duetti di Luciano Berio.
Una segnalazione del tutto speciale merita la serata del 21 febbraio, frutto di una produzione Teatro Comunale di Ferrara-Ferrara Musica, che vede la prima italiana di Métamorphoses di Sasha Waltz. Sulla scena, oltre ai 18 danzatori della compagnia berlinese, anche l’ensemble orchestrale della Mahler Chamber Orchestra, formazione residente a Ferrara. Di altissimo livello artistico, il progetto presenta sei miniature coreografiche su partiture del XX secolo originariamente proposte alla riapertura del Neues Museum di Berlino nel 2009.
La Stagione si chiude il 17 aprile con l’apprezzatissimo Dada Masilo’s Swan Lake della coreografa e danzatrice sudafricana Dada Masilo che, dopo avere trionfato alla Biennale della Danza di Lione nella scorsa stagione, arriva per la prima volta a Ferrara. Mix di danza classica e influenze afro, questo Lago iconoclasta e divertente affronta con forza i temi sociali dell’omofobia e dell’Aids.

INFO: Teatro Comunale di Ferrara

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