Emanuel Gat inaugura Romaeuropa Festival 2013, tra streaming, laboratori e interazioni

Emanuel Gat_The GoldlandbergsLo spirito israeliano di Emanuel Gat aprirà l’attesa vetrina di Romaeuropa Festival giunta alla sua XXVIIIedizione. In prima nazionale – il 25 e 26 settembre – The Goldlandbergs si presenta come un affresco sulle passioni e sull’agire umano, risultato dall’incontro casuale e fulminante tra il senso coreografico di Gat e il lavoro musicale di Glenn Gould. L’interesse di Gat per Gould nasce dalla predilezione di entrambi per la polifonia e il contrappunto. La danza quindi per svelare i motivi e le forze che regolano l’agire degli uomini, per un lavoro che si presenta come un saldissimo intreccio fra movimento, musica e suono. La colonna sonora invece è The Quiet in the Land, un documentario sonoro realizzato nel 1977 per la Canadian National Radio dedicato a una comunità mennonita canadese. Sempre di Gould sono stati usati anche alcuni estratti della sua interpretazione delle Variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach.

Procede poi il festival – dal 25 settembre al 24 novembre – per oltre due mesi su 12 palcoscenici con 67 protagonisti della scena contemporanea internazionale, artisti invitati «perché -spiega il Direttore Fabrizio Grifasi- offrano il loro sguardo sull’uomo del nostro tempo, con le sue contraddizioni, attraverso forme ed estetiche molto diverse, quasi che la molteplicità sia la cifra unificante di quel momento imprendibile che definiamo contemporaneità».

Romaeuropa Festival, prodotto dalla Fondazione Romaeuropa – presieduta da Monique Veaute – in partnership con Telecom Italia, è reso possibile da una rete di sostenitori pubblico/privata italiana ed europea. Ne fanno parte il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, gli Assessorati alle politiche culturali di Comune di Roma e Regione Lazio; le reti culturali europee Réseau Varèse e Theatron; gli Istituti culturali, come il Goethe Institut e l’Accademia di Francia; le Ambasciate – Francia, Germania, Israele, Olanda, Spagna – e la Delegazione del Québec; le istituzioni romane, quali il Teatro di Roma, l’Università Roma Tre, i musei MACRO e MAXXI, il Teatro Eliseo, l’Auditorium Conciliazione, la Fondazione Musica per Roma, l’Accademia di Santa Cecilia, il Teatro Vascello; centri di produzione artistica come l’IRCAM e Le Fresnoy-Studio national des arts contemporains; la Fondazione Nuovi Mecenati.

La collaborazione con Telecom Italia espande il Festival all’universo del web con la rassegna Metamondi, 4 spettacoli in streaming live e on demand sul sito telecomitalia.com, un servizio che permette allo spettatore di interagire grazie anche ai social network. Metamondi accompagna il Festival fin dalla sua inaugurazione con The Goldlandbergs, l’ultima creazione di Emanuel Gat, Continu, l’elettrizzante lavoro di Sasha Waltz, Baba Sissoko, Bombino e Dada Masilo’s Swan Lake.

Oltre a Gat e Sasha Waltz (2-3 ottobre), la danza al Romaeuropa Festival spazia tra diverse culture e diversi continenti: con Sfumato Rachid Ouramdane (4-6 ottobre), francese con origini nel Maghreb, getta uno sguardo sui temi ambientali e gli effetti dei cambiamenti climatici, per uno spettacolo di raffinato e suggestivo impatto visivo; mentre Dada Masilo (6-10 novembre), giovanissima danzatrice e coreografa sudafricana, rilegge con energia e vitalità il celeberrimo balletto Il lago dei cigni in una spassosa luce contemporanea; infine l’israeliana Yasmeen Godder (23-24 novembre) presenta See her change, poetico viaggio nell’universo del corpo e della mente femminile.

La scommessa su una nuova generazione di artisti, capaci di leggere e raccontare il mondo contemporaneo attraverso nuove estetiche e nuovi sguardi, si sviluppa inoltre attraverso DNA, rassegna curata da Annalea Antolini, che per il primo anno si affaccia sul panorama internazionale affiancando, agli artisti italiani, coreografi provenienti da Spagna, Olanda e Québec. Sempre attenta a formazione, promozione e discussione, la rassegna mette in calendario incontri – DNA Talk – Appunti Coreografici di autori giovanissimi (Nicola Galli, Claudia Catarzi, Anna Basti) e laboratori, accanto agli spettacoli dei coreografi Alessandro Sciarroni, Giorgia Nardin, Marco D’Agostin, Chiara Frigo e Emmanuel Jouthe, della compagnia Cani (vincitrice del bando 2013 Ripensando Theremin), degli spagnoli La Veronal, e dell’olandese Tabea Martin. Le nuove riflessioni sul discorso coreografico e la costruzione dell’immagine scenica sono amplificate, infine, nel progetto La danza in un minuto (promosso e curato da COORPI in collaborazione con Cinedans) che reinventa l’arte coreutica attraverso l’utilizzo delle tecniche cinematografiche.

Per approfondire le tematiche del Festival e avvicinare gli artisti, contenuti speciali saranno online sulla Romaeuropa Web Tv (romaeuropa.net) e sul satellite con Sky Arte HD, ma Romaeuropa mette a disposizione del pubblico anche la nuova App e un Qr Code stampato sulle pagine del programma, oltre ai percorsi InFormazione, laboratori, incontri e lezioni destinati a studenti e a chiunque abbia il desiderio di saperne di più: Sottoventi, rivolto ai ragazzi al di sotto dei vent’anni; Condivisioni, per gruppi di studenti tra i 14 e i 18 anni; Crossmedialab, dedicato all’interazione tra le arti e all’impiego di nuove tecnologie; Body stories spatial integration, laboratorio di video danza diretto da Daniel Belton; iriDico, progetto formativo dedicato alla danza con gli studenti dell’Accademia Nazionale di Danza, Università La Sapienza, e Uniroma3; CoreographersToday, introduzione alla danza per il grande pubblico; il laboratorio di Teatro e Critica a cura della redazione della rivista omonima; Le storie della danza contemporanea, 5 lezioni al MAXXI; DNAmovement, workshop con Simona Bertozzi, Enrico Pitozzi e Marcos Morau/La Veronal, DNAvisioni, per allievi delle scuole di danza, DNAscritture, redazione composta dai ragazzi delle scorse edizioni di iriDico e DNALab, e Danza con i miei occhi, laboratorio di video danza diretto da Ernesto Spinelli.

INFO:    http://romaeuropa.net/festival.html
 

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