Béjart riempie il Ristori con l’esprit du XXme siècle

Una serata incastonata in una visione, uno squarcio nel secolo passato, il respiro di un burattinaio. È il Béjart Ballet Lausanne a far rivivere queste emozioni, ad accogliere la curiosità, le aspettative e gli applausi del pubblico veronese. Il Teatro Ristori, riaperto al pubblico quasi due anni fa, si è subito messo in luce per la qualità delle proposte artistiche. Quest’anno ha scelto la celeberrima Compagnia per inaugurare, il 19 e 20 ottobre, la Stagione di Danza con un’esclusiva italiana che ha registrato il tutto esaurito.
Il programma è stato debitamente studiato e calibrato: quattro coreografie che non hanno fatto tutte leva sui grandi successi del maestro Maurice Béjart – scomparso nel 2007 ma il cui lascito a Gil Roman ne ha preservato l’esprit. Due prime italiane – Le Manteau e Liebe und Tod – Ciao Nino! dedicato al compositore Nino Rota, e il più noto Brel et Barbara.

[continua recensione su Veneto Blog – Corriere del Veneto] Béjart riempie il Ristori con l’esprit du XXme siècle.

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