L’empatia emozionale del Batsheva Ensemble

Deca Dance_BatshevaMentre il teatro si affolla lentamente un giovane danza ininterrottamente sul palco vuoto. È attraversato dalla musica, percorso da spasmi e delicatezza. È rivolto al pubblico, lo fissa, tutto il suo corpo dialoga con una platea in movimento. Inizia così lo spettacolo del Batsheva Ensemble, giovane costola della Batsheva Dance Company, fondata dall’israeliano Ohad Naharin nel 1980 contemporaneamente alla assunzione della direzione della Compagnia madre.

Lo spettacolo è ancora Deca Dance. Un excursus storico del repertorio coreografico di Naharin. Un gioco di tasselli che ricreano di volta in volta l’insieme dinamico ma soprattutto emozionale tanto ricercato dal coreografo. Fluido collante di questa disarticolata struttura il suo particolare Gaga style, un linguaggio semplice che destruttura il corpo dal suo interno, piegandolo focalizzandolo o percuotendolo a ritmo dell’individuo. Un’Arte universale che si rivolge alle radici emotive con la potente semplicità di un bambino. Ne risulta così un percorso umano in divenire che è al contempo urlo individuale e grido collettivo. Non si assiste passivi allo scorrere di fotogrammi, ma si viene chiamati a danzare quei ritmi come un rito comunitario. Lo sguardo è fisso sullo spettatore, coinvolto a vivere le proprie emozioni e la propria danza. E la musica scandisce fedele le corde dei corpi, sottolineandone respiri fremiti sospensioni isolamenti abbandoni.

Frammenti di memoria quindi, che compongono un immenso tableau vivant. Gesti piccoli e semplici, tic individuali, vengono all’improvviso congelati in una posa di gruppo per poi continuare perfetto articolato potente ingranaggio. Arti meccanizzati che si accasciano al suolo per risorgere delicati tesi isterici o ironici. È quasi programmatica la voce iniziale: «Ignore […] concepts, […] consequences, […] possibilities». Si liberano suoni dai corpi, lo scuotono, lo ritmano. Si isola un braccio, un dito, uno sguardo per scandire ripetitivo un tempo collettivo.
I giovani danzatori sfondano la quarta parete. Risvegliano il pubblico, la sua attenzione, il suo ritmo, le sue emozioni, per trascinarlo letteralmente sul palco. L’incredibile magia del risultato è sorprendente. Nessun imbarazzo o falsa posa, ma colorati individui di ogni età rapiti dal movimento che rientrano in una esilarante griglia coreografica, tra volteggi, passi a due e scariche di ritmo.

C’è tutta la potenza di un popolo antico irradiato dall’energia del riscatto. Si viaggia in paesi lontani, tra ritmi arabeggianti, divinità indiane e l’odore del deserto. C’è la danza femminile, fiera ed elegante, ma soprattutto sensualissima nell’accennare il movimento delle spalle o del bacino. Una danza dei veli, di altere schiave, oltre a quelle semplici canotte. E c’è la danza maschile e possente. Guerrieri che si librano in aria tra cadenzati rituali di combattimento, quasi a sciogliere ogni catena individuale e universale.
La potenza dell’ultimo tassello risiede in una struttura coreografica semplicissima, ripetitiva, un vero rito collettivo di appartenenza e memoria. A partire da una nota canzone della Pasqua ebraica, basata su semplici domande, numeri e ripetizioni, Naharin risponde con il movimento. Un semicerchio di danzatori seduti che reagiscono a domino alla domanda numero uno. Uomini inarcati sulle ginocchia che capovolgono la loro posizione volgendo ora la schiena ora il petto al cielo – Earth and Heaven – per ritrovarsi all’unisono in piedi a declamare la risposta di Dio.

Lara Crippa

“Deca Dance”, Batsheva Ensemble, visto al Teatro Comunale di Ferrara il 26/10/2013

Prossime date del tour:
29 ottobre @ Teatro Comunale Città di Vicenza:
link alla presentazione e al Gaga style su Corriere Veneto
30 ottobre @ Fondazione Teatro Grande di Brescia

DECA DANCE

Estratti da opere di Ohad Naharin:

Max (2007), Seder (2007), George and Zalman (2006), Telophaza (2006), Three (2005), Naharin’s Virus (2001), Moshe (1999), Zachacha (1998), Zina (1995), Anaphaza (1993), Mabul (1992), Kyr (1990), Black Milk (1991/1985)

Musica:
The Beach Boys, Maxim Warrat, Goldfrapp, Missy Elliott, Antonio Vivaldi, Harold Arlen/ Marusha, Cha-Cha De Amor (cantata da Dean Martin e Rolley Polley), Hawaii five -0/ Morton Stevens, canti popolari arrangiati ed eseguiti dai Tractors’ Revenge e Ohad Naharin, Habib Alla Jamal, Paul Smadbeck, canti popolari arrangiati ed eseguiti da Ivri Lider
Testo: Ohad Naharin ispirato da Charles Bukowski

Luci: Avi Yona Bueno, Ohad Naharin
Costumi: Rakefet Levy, Sharon Eyal

Direttore artistico: Ohad Naharin; Direttore esecutivo: Dina Aldor; Direttore Artistico Associato: Adi Salant; Direttore Ensemble & répétiteur: Matan David; Répétiteur: Hillel Kogan

Danzatori:
Mario Bermudez Gil, Tamir Eting, Mariko Kakizaki, Rani Lebzelter, Yael Ben Ezer, Madison Hoke, Kelvin Vu, Matan Cohen, Doron Perk, Ori Kroll, Shani Licht, Ayelet Nadav, Shane Elliot Scopatz, Oz Shoshan
Tirocinanti: Shiri Perelmuter, Itai Axelrod

Advertisements

2 comments

  1. Pingback: Gaga: la danza emozionale di Ohad Naharin | Veneto blog

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: