La maturità di Zouska illumina Anna Karenina

anna-karenina-plzenPraga CZ – Una partitura coreografica fortemente narrativa e una marcata inflessione melodrammatica caratterizzano la rilettura di Anna Karenina diretta da Libor Vaculík con il Balletto del Teatro J.K. Tyla a Plzen. Il coreografo ceco articola il movimento incrociando una teatralizzazione enfatica degli eventi che travolgono la protagonista – la noia, la passione, il dramma, l’abbandono – con i movimenti della tradizione, costruendo un impianto neoclassicamente ordinato e un po’ verboso.
Il dialogo tra i corpi è intenso e spesso così complesso da apparire ipertrofico. Nei passaggi “amorosi” tra Anna e il giovane Vronskij come nella tensione che esplode con il marito Alexej emergono richiami al contemporaneo, ma pur sempre con una limitata ricerca di astrazione e con una forte aderenza al plot.
Dentro questa cornice narrativa, va rilevata la buona performance di Zuzana Pokorná, che riesce a mantenere una leggerezza su cui invece il principal Ondřej Vinklát non riesce a convergere. Il vero principe è pero Petr Zuska che, nei panni del marito tradito, offre una prova di maturità e classe, equilibrando tecnica ed espressione. Buono, sia pure senza eccellenze, anche il movimento corale del corpo di ballo.
Ottimo l’impatto del disegno luci, firmato dallo stesso Vaculík, che si integra efficacemente con le scene di Martin Černý. E che sul finale gioca un ruolo decisivo.

Giambattista Marchetto

Anna Karenina di Libor Vaculík, visto al Narodni Divadlo di Praga il 18.01.2014

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