Cinque Canti e cinque coreografi per l’ultima produzione della MM Company

Cinque CantiIn anteprima il prossimo 26 gennaio, al Teatro Carani di Sassuolo, Cinque Canti, l’ultima produzione di MM Company, la giovane compagnia di danza guidata da Michele Merola. In questa occasione il pluripremiato coreografo reggiano si fa ‘capocomico’ abdicando in parte al suo ruolo di autore e ritagliandosi la parte di dominus gregis, un fine cucitore e organizzatore che dà senso al lavoro teatrale suo e di altri quattro colleghi, scelti con cura  tra le esperienze emergenti della danza contemporanea.

Oltre al lavoro di Michele Merola e Enrico Morelli sono presenti coreografie di Mats Ek, Karl Alfred Schreiner ed Emanuele Soavi. Cinque coreografi, un pretesto letterario, l’amore. Questi gli ingredienti dello spettacolo che, come in un plot ben congegnato, costituiscono mezzo, occasione e movente per un lavoro che rifiuta ogni facile alibi seduttivo per lasciarsi condurre dal tema amoroso declinato nei suoi aspetti più introspettivi. Tutto sembra accadere  in un unico momento evocato da luoghi diversi, metafora di un amore che abbraccia e consuma la vita.

E poco importa se i cinque coreografi qui impegnati  vengono da esperienze diverse e a volte lontane. I loro registri compositivi, non dichiarati né separati, dialogano e si compenetrano regalandosi l’uno all’altro. Pezzi originali ed altri rimontati per l’occasione riescono a costituire un unicum coerente proponendo una lettura dell’amore tutta giocata tra sincerità e artificio in una continua contaminazione, dove il movimento della coreografia abbraccia e compendia diverse suggestioni rendendo il  palco magico ed evocativo, sito di proiezioni emotive e di sequenze ritmiche, punto generativo di nuovi intrecci amorosi.

RECENSIONE – spettacolo visto al Teatro Studio di Rovigo il 7 marzo 2014

Nonostante la diversità degli aspetti trattati e gli apparenti quadri coreografici, lo spettacolo si presenta e si vive come un unicum, quasi dimenticandosi delle varie matrici che vi sottostanno. Come se l’Amore risvegliasse la nostra molteplicità, le sue contraddizioni, l’umana appartenenza, per riconoscersi nei suoi tratti più oscuri.

Advertisements

One comment

  1. Pingback: Il Teatro di Pisa punta sul contemporaneo italiano, tra qualità e innovazione | Parole di Danza

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: