Mario Coccetti vince il Premio Prospettiva Danza 2014

Mario CoccettiMario Coccetti è il vincitore della quinta edizione del Premio Prospettiva Danza Teatro 2014. Coccetti si è distinto tra i nutriti curricula dei candidati il cui livello coreografico lasciava ampi dubbi sulla qualità artistica selezionata. A scacciare ogni perplessità ha però contribuito e bilanciato l’alto livello della giuria composta dalla direttrice del festival Laura Pulin, il critico e studioso Elisa Guzzo Vaccarino, due coreografi contemporanei italiani alla ribalta – Enzo Cosimi e Michele Merola – e il presidente di giuria, il critico teatrale Andrea Porcheddu.

La prestigiosa sala del Ridotto del Teatro Comunale Giuseppe Verdi ha ospitato per due serate – 3 e 4 maggio – i tre coreografi selezionati tra 40 video italiani. Volto a sostenere la ricerca e promuovere la creatività ed il talento dei giovani coreografi italiani, il Premio offre la possibilità ai tre progetti coreografici selezionati di svolgere una residenza coreografica di 4 giorni consecutivi. Al termine della residenza la Commissione decreta il vincitore che si aggiudica il primo premio di 5.000 euro e viene inserito di diritto nel cartellone della rassegna Prospettiva Danza Teatro 2015.

I tre lavori giunti in finale necessitano sicuramente di un notevole lavoro di crescita. Giovani ragazzi, talenti in molti aspetti, ma non così inesperti da potersi permettere di presentare – nonostante l’emozione dell’evento – danzatori fuori musica e traballanti, senza il senso dell’insieme, con costumi non sempre adeguati, movimenti a tratti ginnici e ripetitivamente inutili, un utilizzo dello spazio scontato e a volte inadeguato. Tralasciando la qualità artistica degli interpreti la perplessità rimane se si focalizza la coreografia, ben distante dai programmatici intenti creativi.

Si salva la ricerca musicale e l’interazione con i performer, specialmente nel primo pezzo Zona Interattiva di Leonardo Diana, con l’esecuzione dal vivo di Andrea Serrapiglio che ricrea con il movimento il suono elettronico del theremin. Il progetto ha vinto nel 2013 iI secondo premio del Concorso Coreografico Danz’è – Festival Oriente Occidente.

Luca Rapis invece si è bruciato le ali nel suo tentativo di volare. Nonostante due (su quattro) interessanti ballerini, Suspenction sembrava più un’audizione che un lavoro coreografico, molto lontano dall’auspicata ‘sicura coscienza motoria’. Rapis è lodevole nel suo entusiasta tentativo di creare occasioni italiane, ma forse deve ancora digerire un po’ l’immenso patrimonio studiato e vissuto.

Conclude Mario Coccetti che insieme ad altri due performer crea Dust in cui taglia i movimenti, li svita e riavvita in un continuo fluire, spezzando piramidi corporali, partendo dalla terra per appoggiarsi l’uno sull’altro nel tentativo di piroettare nell’aria.
La performance di video danza Polvere è stata anche selezionata per partecipare al REVERBdance festival di New York (21 al 23 marzo 2014).Giuria_premio_prospettiva_danza_2014
Più magnanima e professionale la commissione che ha così argomentato i lavori presentati:
Il lavoro presentato da Leonardo Diana mostra un interessante intento sperimentale di dialogo tra gesto e uso delle tecnologie, con il proposito di costruire un lavoro per tappe nelle differenti declinazioni del rapporto stesso. Nella fase attuale della proposta, apprezzabile per impegno e sincerità d’esito, viene evidenziata l’opportunità di suggerire un maggior equilibrio del peso degli elementi in gioco, nella relazione con lo spazio scenico, approfondendo maggiormente e focalizzando uno dei tanti temi chiamati in causa. Si avverte il bisogno di una maggiore verticalità di ricerca, che metta a fuoco gli elementi positivi pur presenti.

Nel lavoro di Luca Rapis si mostra la freschezza e l’energia comunicata sia nello studio presentato, sia nel confronto successivo con l’artista e il gruppo. Preso atto dei percorsi di formazione di qualità degli interpreti, si sottolineano le buone potenzialità del giovanissimo coreografo, del quale si attendono con curiosità nuove prove. Si ritiene che la proposta presentata necessiti di tempi di maturazione più estesi, di una riflessione sull’articolazione interna e sulla grammatica del gesto e del corpo più approfonditi.

Nel lavoro di Mario Coccetti si riscontra una consapevolezza progettuale e compositiva, in cui emergono buone personalità degli interpreti, originale e ben calibrato trio di danzatori e attori. Il lavoro svela già energia scenica, una intrigante capacità di visione complessiva, una buona comunicativa e soprattutto un notevole impatto tale da incuriosire lo spettatore. Da sottolineare, infine, il buon uso delle musiche originali. Nei futuri sviluppi dello studio, si consiglia un maggior uso di variazioni strutturali e una tensione alla valorizzazione delle potenzialità e delle doti dei singoli, al fine di ampliare maggiormente il flusso energetico del lavoro stesso.

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