Fabbrica Europa – day 1 – Alla ricerca del corpo perduto

15 maggio 2014 – Primo giorno per noi a Fabbrica Europa con due coreografie energicamente differenti ma a tratti simili nello smantellare un’estetica convenzionale tratteggiata da dinamiche disumanizzanti.

Xavier-Le-Roy-unfinishedInizia Xavier Le Roy, coreografo e microbiologo che ripropone il suo delicatissimo Self Unfinished (1998). In una scena spoglia – tappeto e fondale bianco – caratterizzata da un lineare e squadrato tavolino e un vecchio stereo, asetticamente illuminata da un soffitto a neon, Le Roy scompone il suo corpo con divertita ironia e disarmante poesia.
Lo stereo è muto, inizialmente sostituito dai robotici suoni emessi dal coreografo che irrigidisce i suoi arti riproponendo un non bene oliato droide che avanza scricchiolante nel vuoto spazio. La seconda musica è silenzio assoluto in cui Le Roy scompone i propri abiti e se stesso. Una banale camicia nasconde una veste lunga, una corazza, un bozzolo da cui il danzatore sguscia completamente nudo per riproporre un corpo animalesco in bilico tra un anfibio e un insetto.
Tutta la coreografia è al contrario, un viaggio à rebours che incede all’indietro e capovolge il corpo. Fotogrammi di jeki, rane, cavallette, un corpo sezionato che gioca su ogni articolazione per ridicolizzarla e riproporla upside down con glutei che diventano spalle e braccia che si allungano in spaccata. Anche la vestizione è al contrario fino a ricomporre una forma umana che abbandona lo spettatore alle note gracchianti d uno stereo ora funzionante.

Meg-Stuart-violetSu tutt’altri piani energetici si sviluppa l’astrazione di Meg Stuart che arriva ad alienare in vortici di movimento i 5 perfomer della sua compagnia Damaged Goods. Violet – 2011, qui in prima nazionale – contrappone alla lenta frammentazione di Le Roy una frenesia cinetica quasi insopportabile. A scandire ogni campo dinamico la musica elettronica e le percussioni live di Brendan Dougherty che accompagna l’iterativa scomposizione frenetica dei danzatori.
Dita tronchi avambracci teste si animano in moti accelerati fino a coinvolgere tutti i piani spaziali. Il movimento passa continuamente da oscillatorio a rotatorio trasmettendosi da stremati ingranaggi verticali a sussultanti monadi orizzontali fino ad intrecciarsi in un mutuo reciproco alienato magma umano.

Lara Crippa

Recensione Fabbrica Europa 16 maggio – day 2

Link programmazione danza Festival Fabbrica Europa 2014

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3 comments

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