Un coro di Dandy a ritmo di un estetico colpo sociale

coup_fatal_Platel_CassolCommistione e poliedricità artistica, visiva, emozionale. Si è trascinati in un turbinio di stupore, un crogiuolo ordinato di colori movimenti e ritmo. Un ritmo che avvolge scena, coro, musicisti e un pubblico colpito e allibito per questo inaspettato Coup Fatal. Quattordici congolesi che occupano una scena semplice e armonica, non fosse per quell’unico elemento scenografico – dell’artista Freddy Tsimba – costituito da lunghi sipari cabarettisti formati in realtà dalle cartucce raccolte nelle zone di guerra. Si aggiungono e tolgono infiniti sostrati, l’apparente semplicità si destruttura costantemente senza posa né tregua in un continuo divenire di immagini ritmate.
Coup_Fatal_alain_platel
Le guide artistiche che muovono i performer di Kinshasa sconfinano continuamente nei reciproci territori portando con sé l’armonia del gruppo e le incredibili singole peculiarità. Entra Rodriguez Vangama a dirigere con la sua chitarra elettrica un’orchestra di likembe e percussioni; si staglia la voce del contro-tenore Serge Kakudji che inframezza ai coinvolgenti ritmi africani uno struggente Che farò senza Euridice di Gluck. Ma è la danza a tenere insieme le fila di questi talenti armonici, l’occhio universale di Alain Platel che fa muovere ogni artista nelle pieghe della musica. Danzano i piedi, che battono a ritmo incessante, accompagnati anche dalle mani del pubblico – e da qualche piede inconsapevole; si muovono le spalle, coinvolte dai bounce che delineano i duetti coreografici del coro; si sconvolgono i bacini, rapiti da un innato shakeramento pelvico. Al climax canoro fa da contraltare una schiena nuda, che con le sue potenti fasce muscolari si fa strada sul fondale tra i bossoli appesi, generando l’amara memoria di un cigno nero morente.
Coup-Fatal_alain-platelcoup-fatal-Serge-KakudjiCome le arti anche le emozioni sconfinano, incerte tra una dilatante ironia e un retaggio di consapevole tristezza. Le sedie di plastica blu sono armi da gettare con rabbia al pubblico e piedistallo su cui erigersi; i corpi giocano nelle infinite potenzialità del ritmo, per irrigidirsi in una marcia militare o abbandonarsi esangui tra le compassionevoli braccia di un compagno.
Coup-Fatal_Rodriguez-Vangama
Ma il colpo di genio giunge alla fine quando l’orchestra abbandona la scena per riappropriarsene in veste di Sapeurs, i dandy del Congo – su cui la Guinness ha fatto proprio quest’anno una docu-pubblicità ormai virale. Con sgargianti abiti coloniali i Sapeurs rinnegano il memento di quei bossoli per proporre in modo pacifico una società democratica ed elegante. Un coro fisico, in armonia danzante, che propone un canone di gioia estetica inappuntabile: kilt, bretelle, calzini in vista, occhiali cromatici, straripanti cravatte sfaccettate, un gioco impeccabile che non lascia sfogare l’ironia. Come se non bastasse il continuo richiamo storico e politico, questo sinuoso palpito di controllato istinto ritmico si trasforma in un coro gospel: con i piedi tra il pubblico si ricorda il diritto To be Young, Gifted and Black e ad avvallare l’appello civile Serge Kakudji, in abito lungo viola, intona un ultimo sconcertante Lascia ch’io pianga.

Lara Crippa

“Coup Fatal”, di Serge Kakudji, Rodriguez Vangama, Fabrizio Cassol, Alain Platel
visto alle VIE Festival, Teatro Arena del Sole di Bologna il 19/10/2014

COUP FATAL
concetto e idea
                Serge Kakudji (contro-tenore) e Paul Kerstens
orchestra                           Rodriguez Vangama (chitarra elettrica), Costa Pinto (chitarra acustica), Angou Ingutu (basso elettrico), Bouton Kalanda (likembe), Erick Ngoya (likembe), Silva Makengo (likembe), Tister Ikomo (xilofono), Deb’s Bukaka (balafon), Cédrick Buya (percussioni), Jean Marie Matoko (percussioni), 36 Seke (percussioni), Russell Tshiebua (coro), Bule Mpanya (coro)
direzione musicale           Fabrizio Cassol e Rodriguez Vangama
direzione artistica            Alain Platel
scenografia                       Freddy Tsimba
design luci                         Carlo Bourguignon
design suono                     Max Stuurman
costumi                              Dorine Demuynck
KVS & les ballets C de la B

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