Aida e Tristano: un dicotomico connubio musicale

Artemis-Danza-ne-La-Doppia-Notte-di-Monica-Casadei-Copyright©Carla-Falconetti-11Eros e Thanatos, divinità da sempre contrapposte ma complementari, culminano inesorabilmente negli immancabili Sepolcri. Quale terreno poteva far ricongiungere la grandezza di due compositori nati entrambi nel 1813, ma così lontani e poco inclini alla reciproca ammirazione? Oltre l’immenso e interessante intreccio musicale elaborato da Claudio Scannavini, solo una tematica così antica e universale poteva far coniugare gli intenti di Giuseppe Verdi e Richard Wagner consegnati alla danza per la celebrazione del loro bicentenario. Il Teatro Comunale di Bologna commissiona così nel 2013 alla ferrarese Monica Casadei un’insolita e interessante commistione musicale e tematica: La Doppia Notte, Verdi e Wagner, Aida e Tristan. Due opere coeve, Aida (1871) e Tristan und Isolde (1865), non solo accomunate dal tragico epilogo ma cosparse di dubbi, scelte, rinunce, esclusioni, strazianti dicotomie.
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È in grado la danza di assorbire un così denso lirico e dodecafonico patrimonio? Interessante congiungere la figura femminile della prima opera con il protagonista maschile della seconda, così come adottare i contorni indefiniti di una doppia notte per riunire l’amore celato e il suo tragico compimento.
Ma le scelte artistiche tardano ad elevarsi offrendo un quadro iniziale inerme fatto di pesanti corpi striscianti, suoni afasici, movimenti soffocati, in un impianto coreografico semplice prevedibile e reiterato. I danzatori appaiono come fantocci svuotati dalle sfaccettature dell’anima, più coerenti con una lugubre bolgia infernale, con le loro forme e atteggiamenti bestiali, che con l’agognato riscatto eterno. Così come evidenti passaggi artificiosi riportano più ad un scandito impianto d’opera che alle intime e drammatiche evoluzioni dei protagonisti e della musica.
Ma il baratro melmoso comincia a venire squarciato da brevi istanti di struggente poesia, dalle evoluzioni di una chioma animata alle contrazioni muscolari per sopravvivere alle dinamiche di una tenace presa. L’ansimante afasia si trasforma in un disperato e dilaniato urlo silenzioso, e la danza si riavvicina alla musica cavalcandola e insinuandovisi. Aida perde finalmente i contemporanei stereotipati tratti occidentali per corrugare e contrarre il corpo, mentre Tristan scuote i suoi arti il suo desiderio e il suo allucinato tormento. E così lo spettatore si lascia finalmente sedurre da una partecipata pietà umana, in una tragica dolcezza che eleva verso l’inevitabile divino compimento.

Lara Crippa

“Verdi Wagner – La Doppia Notte, Aida e Tristan” Compagnia Artemis Danza / Monica Casadei
visto al Piccolo Teatro di Padova per Festival Lasciateci Sognare il 07/11/2014

Coreografia, regia, scene e costumi         Monica Casadei
Elaborazione musicale                                 Claudio Scannavini
su musiche di                                                  Giuseppe Verdi e Richard Wagner
corsetti                                                            La Perla – collezione 2013
Produzione Compagnia Artemis Danza/Monica Casadei, Commissione Fondazione Teatro Comunale di Bologna
con il contributo di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Emilia Romagna, Provincia e Comune di Parma
Creazione commissionata dal Teatro Comunale di Bologna per il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi e Richard Wagner

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