Un Cigno Nero in equilibrio tra tradizione e innovazione

Maria Iakovleva
Non sono molti i balletti che affollano l’immaginario comune, ma Il Lago dei Cigni continua ad ispirare i sogni dei giovani e la dicotomia degli adulti. Tra i più recenti successi basti citare le metamorfosi di Natalie Portman nella discussa versione cinematografica de Il Cigno Nero.
Daniele Cipriani si ispira a tradizione e innovazione per creare un insolito Gala di Danza che non si limita a giocare con i contrasti di bianco e nero, purezza e seduzione, buono e cattivo, ma spazia nella storia del balletto, tra Ottocento e Novecento, Vecchio e Nuovo Mondo. All’eterno prototipo della ballerina classica nel Cigno Bianco Odette e nel Cigno Nero Odile immortalata dalla coreografia di Marius Petipa/Lev Ivanov sulle straordinarie musiche di Piotr Ilich Ciaikovsky, Cipriani affianca le nuove angolazioni dark-psicanalitiche messe in luce dal film di Darren Aronofsky.

[Scopri il cast, le date e la programmazione su Sguardi di Danza @corriereveneto]

 

 

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