Troppo sole, il pericolo di una limpida visione

Hofesh Shechter' Sun Image Gabriele Zucca_2
Il sole è luce, calore, nitida visione, bene. Cerca uno spettacolo leggero questa volta il coreografo anglo-israeliano Hofesh Shechter, solare e illuminante, e crea Sun, ma gli si schierano subito le sue ambivalenze e i suoi opposti, quel calore che è anche infernale, quella luce che prevede anche la cieca oscurità. Il risultato è sempre un’orchestrazione corale frutto di una babele stilistica e musicale che mescola le influenze mediorientali con quelle nordeuropee spiazzando lo spettatore alla ricerca di un’identità.

La speranza di un riscatto questa volta è sostituita da una lucida ironia, una voce fuori campo che incombe sullo spettatore mettendolo in guardia sulle logiche del potere e schernendo il suo bisogno di certezze: un “Va tutto bene” di memoria shakespeariana che mostra subito il finale dello spettacolo, così per rassicurare che tutta quella provocazione avrà il suo “fottuto” lieto fine.

Hofesh Shechter's Sun 7 Image Gabriele ZuccaI danzatori sono spesso portatori di pannelli, appiattiti dalle semplici dinamiche ricreate in scena: un lupo che divora un gregge, un indigeno che trafigge il lupo, un colono che fucila l’indigeno; una catena di morte che alterna il sole abbagliante al buio straziante, mentre la voce orwelliana tiene a precisare che quest’Animal Farm non ha subito violenze.

A reggere le fila di questi sketch cinematografici una musica altrettanto discordante, che provoca ritmi tribali con le sue incalzanti percussioni e rasserena con i suoi melodici archi. I danzatori emergono alla luce del sole, piegandosi nell’arido deserto, popolo compatto che percorre la sua storia, mentre tagli di luce illuminano e scaldano conturbanti ventri, preghiere orientali, e ironiche pose cortesi.
Lo spettatore è la vera vittima, trascinato in mondi lontani, caricato e abbandonato dalle evocazioni musicali (ironicamente equipaggiato dai tappi per le orecchie qualora il richiamo fosse troppo forte), risvegliato dall’agguato della falsità, dalla memoria dei soprusi, dalla consapevolezza dell’homo homini lupus.

Lara Crippa

“Sun”, Hofesh Shechter Company, visto al Teatro Comunale di Vicenza il 11/04/2015

Link presentazione Sun
Link recensione Political Mother

 

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