La vorticosa anima collettiva di Romeo e Giulietta

Cas-Public-Symphonie-Dramatique-1Bianco e nero, molteplicità e assenza, rigore e anonimato, redenzione e condanna. Scena ridotta all’essenza, privata delle quinte, immersa nell’ombra da cui si materializzano danzatori scomposti, frammentati, spersonalizzati. Non ci sono sfumature nel Romeo e Giulietta di Hélène Blackburn, fondatrice della compagnia canadese Cas Public, che rivisita l’opera shakespeariana come una Symphonie Dramatique.

Una scena buia, mai lugubre, troneggiata da un immenso lampadario di bicchieri. Otto coni di luce che inglobano e focalizzano sprazzi di dolore. Un microfono, fredda asta d’acciaio che dà voce al testo sul fondale mentre questo scorre sfoca si amplifica. Otto danzatori, cinque uomini e tre donne, rigorosamente in bianco e nero, che giocano con continui cambi di giacca, camicia, guaina, tulle, maglietta (che a scanso di equivoci riporta la scritta Romeo o Juliet), mentre solo le donne alternano ai piedi nudi l’elevazione della scarpa da punta o l’acuto dolore di uno stiletto tacco 15.

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Cinquantacinque minuti incalzanti, collettivi, che moltiplicano i personaggi privandoli della loro identità. Una continua, frenetica, precisissima contaminazione di stili che scompone i corpi per travalicarne i limiti. Una gestualità teatrale, geometrica, che dà e toglie vita a un susseguirsi di marionette al servizio della storia. Eppure lo spettatore rimane teso, avvinghiato a quel dinamismo, quella coralità, quella totale spersonalizzazione che si anima per la sola intensità di un gesto, la sua potenza e ossessiva ripetizione.

Cas-Public-Symphonie-Dramatique_ph_damian_SiqueirosI brani selezionati si incentrano soprattutto sulla festa nel primo atto, la scena del balcone e i duelli di sangue, ma la musica – anch’essa, come le parole, graffiata e disturbata da Martin Tétreault – ripercorre nelle sedimentate note di Prokofiev le vicende di rabbia discordia e morte che hanno marchiato e condannato l’infausto amore. I corpi sono liquidi, manichini che perdono linfa vitale dal reciproco contatto, per geometrizzarsi sempre più in angoli e rette.
La festa è una catena di montaggio, singoli ingranaggi che ripetono tracce di sequenze, articolandosi in dinamismi sempre più sincroni. Volti anonimi, spalle ricurve, abiti neri, fanno già da anticamera all’intreccio di morti. Le vorticose prese, tra doppi tour en l’air e turbini di piroette, si placano tra triangoli di braccia e gambe, ripari e catene che intensificano la morsa del fato. Finché lo slancio del corpo si trasforma nell’intensità di un abbraccio, riempie di sentimento queste marionette impassibili, sbloccandone il rigore e generando commozione, e viene subito incanalato in un bacio a due dita, giuramento d’amore, irrigidimento di morte… with a kiss I die.

Lara Crippa

“Symphonie Dramatique”, Cas Publique, visto al Teatro Comunale di Ferrara il 9 ottobre 2015

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