La cangiante versatilità del Tulsa Ballet

7 date in poco più di una settimana attraversano l’Italia da Trieste a Brindisi per il tour nazionale del Tulsa Ballet, storica compagnia dell’Oklahoma diretta da vent’anni dal napoletano Marcello Angelini. È un trittico versatile, variegato, altamente tecnico quello presentato, tre coreografi che non lasciano spazio alla facile interpretazione ma offrono un duro e spietato banco di prova: Masters of Dance, i grandi della danza, con la rilettura accademica dell’ucraino Yuri Possokhov, l’avvincente sensualità del ceco Jiří Kylian e l’ironico omaggio dell’inglese Christopher Bruce.

Classical_Symphony_TulsaApre le danze l’ardita Classical Symphony, un grande successo per l’estrema fisicità a cui spinge sette coppie di danzatori tra continui tour finiti in arabesque, fuori asse, acrobatici grand-plié, ma che probabilmente le ridotte dimensioni del palco non permettono di esprimere nella loro fluida pienezza, dando spesso la sensazione di assistere ad un saggio finale di un’eccellente accademia. L’impressione è di un pezzo sterile, che gioca con le linee dei corpi senza connetterle, né tra di loro, né musicalmente, un virtuosismo scolastico fine a se stesso che culmina in uno slip fuoriuscito da un tutù.

Tulsa Ballet Photos: LegendsIncredibile la metamorfosi dei dodici danzatori quando si calano nella Petite Mort del maestro Jiří Kylian e fa riflettere come la sapiente arte coreografica possa plasmare un corpo e la sua anima. Non delude la famosa opera del 1991 per l’anniversario della morte di Mozart, la sapiente orchestrazione, la musicalità di ogni gesto, la precisione muscolare che guizza in ogni passaggio, la potenza estetica. I precari e letali fioretti che squarciano la scena, simboli di erezione, mutilazione e caducità, i costumi non a caso mutilati, ingombranti ostacoli oscuri, un’onda nera che restituisce quei corpi desacralizzati e profondamente seducenti, e il corpo di ballo che diventa all’improvviso individuo, adulto, divino.

Rooster_TulsaMentre Kylian celebrava Mozart, nello stesso anno Christopher Bruce decide di omaggiare Mick Jagger con otto celebri canzoni dei Rolling Stones. Ennesima metamorfosi per dieci danzatori del Tulsa Ballet che liberano le loro capacità attoriali in Rooster, una parabola danzata che con ironica plasticità impone la figura femminile tra movimenti modern, jazz, rock, un excursus di apparente intrattenimento ma che ci riporta con non facile levità alle rivoluzioni di genere, l’evoluzione dei ruoli, l’amara e sottile lotta per il riconoscimento.

Lara Crippa

Masters of Dance w/ Tulsa Ballet, visto al Teatro Toniolo di Mestre, Venezia il 01/04/2016

 

 

 

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