Festival Aperto in movimento pensante

Hofesh-BarbariansÈ un filo che si avvolge intorno al nostro pianeta il tema dell’ottava edizione del Festival Aperto – a Reggio Emilia dal 17 settembre al 13 novembre 2016 – con un programma di musica, danza e teatro musicale che spazia nella videoarte e nell’installazione. «Il programma», recita il progetto, «orbita fra paesi e civiltà artistiche, occidenti e orienti, luoghi terracquei e icone dell’immaginario. Di simili correnti fra grande e piccolo, fra qui e altrove è fatto il pianeta: che il pianeta sappia farsi ‘pensante’ è l’auspicio necessario proprio nel tempo che sembra portare al suo impazzimento».

Anche i progetti di Reggioemiliadanza gravitano fra mondi e civiltà artistiche, dove storie, persone e culture si fanno movimento pensante. Dopo il progetto site specific per il Festival 2015, la Hofesh Shechter Company torna con barbarians: riflessione danzata sull’intimità e l’amore con fugaci esplosioni di ritmo/energia (Ariosto, 28/09).
Un cammino di ricerca di se stessi, come lungo una mappa di strade e dedali che si intersecano: questo lo spunto centrale di Lego di Giuseppe Spota. Accanto ad esso, la prima assoluta di Words and Space di Jiři Pokorny, metafora di un dialogo interiore e di fluttuanti esperienze personali, compone la serata di Fondazione Nazionale della Danza Aterballetto (Valli, 6/10).
peeping-tom-MoederIl Cantico di Salomone diventa ispirazione per Canti, progetto di formazione per giovani danzatori di Virgilio Sieni, finalizzato alla creazione di una coreografia inedita con la partecipazione di Michele Rabbia alle percussioni. Parallelamente, con la Compagnia Virgilio Sieni, Cantico dei Cantici, lavoro incentrato su otto poemi d’amore in forma dialogica, ispirato a poemi mesopotamici del IV secolo (prima assoluta – Cavallerizza, 2, 3, 7/10).
Nicht schlafen (non dormire) è la nuova riflessione di Alain Platel sulla complessità e la violenza non-pensante del presente. Nell’arte di Platel tutto sembra essere possibile: così ecco accanto alla musica di Mahler, la tradizione polifonica del Congo, la scenografia dell’artista belga Berlinde De Bryckere, l’interpretazione a 9 danzatori/voci de les ballets C de la B (Ariosto, 8, 9/10).
IMG_0691La presenza di Peeping Tom con Moeder (madre), coproduzione europea in prima italiana, è conseguenza naturale della partecipazione della Compagnia al Festival 2014 con Vader (padre). Uno sguardo capace di includere elementi di incertezza e disagio dove la figura della madre e la memoria che ella porta con sé, sono affrontati con tenerezza e sguardo sardonico (Ariosto, 15, 16/10).
Le associazioni mentali sulla ‘rabbia’, emozione esplosiva e tema di partenza per la creazione della nuova produzione in prima assoluta di Cristiana Morganti, conducono al concetto di confronto/scontro, scintilla di ogni accesso di collera (Cavallerizza, 25, 26/10). Il festival si chiude affiancando danza, circo contemporaneo e tecnologia in un’instancabile cinematica di corpi e visioni: Cinématique di Adrien Mondot della Compagnie Adrien M / Claire B (Cavallerizza, 12, 13/11).

INFO:    www.iteatri.re.it

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