A Ferrara la danza che legge il mondo

macras-on-fireSarà vero che la danza riesce a leggere la contemporaneità come nessun’altra forma artistica? La programmazione del Teatro Comunale di Ferrara 2016/2017 cerca di rispondere a questo interrogativo con una stagione che rispecchia la frammentarietà e la complessità del presente senza temere di oltrepassare regole, linguaggi e categorie estetiche.

Esemplare lo spettacolo di apertura (sabato 15 ottobre) che vede Constanza Macras e l’artista visuale Ayana V. Jackson ripensare in On Fire, the invention of tradition il significato di tradizioni millenarie nella società contemporanea.
Il rapporto con la storia è anche il filo che collega le serate del Focus che Ferrara dedica quest’anno a paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Dalla Palestina arriva Badke di A.M. Qattan Foundation, KVS e dei Ballets C de la B, in cui 10 eclettici danzatori di Ramallah guidati da coreografi fiamminghi intrecciano la tradizionale danza di festa ‘dabke’ con elementi di cultura pop e contemporanea (29 ottobre). Il coreografo e danzatore israeliano Hillel Kogan affronta in modo spiazzante temi quali l’identità religiosa e i simboli nazionali con We love Arabs e Obscene gesture (4 novembre). A chiusura del Focus, in Sous leurs pieds, le paradis, il tunisino Radhouane El Meddeb rende omaggio alla femminilità inseguendo le parole del Corano e della Santa Sunnah del Profeta (11 novembre).

passione-emio-greco-marseilleIl passato, dunque, come strumento di decodificazione del presente e del futuro. È così per Emio Greco e Pieter Scholten che con il Ballet National de Marseille riflettono sul sacrificio partendo dalla Passione secondo Matteo di Bach (3 dicembre). È così anche per Collettivo Cinetico che in Sylphidarium distilla nuovi significati da un archetipo della storia della danza come Les Sylphides di Michail Fokine (10 dicembre). Davide Bombana riscrive Romeo e Giulietta per lo Junior Balletto di Toscana sovrapponendo al testo shakespeariano una tragica storia d’amore maturata nella Sarajevo di vent’anni fa (30 novembre). E ancora i danzatori usciti dalla Scuola Paolo Grassi di Milano, con Uccidiamo il chiaro di luna, riflettono sull’eredità che Filippo Tommaso Marinetti ha lasciato con il suo Manifesto della danza futurista (13 dicembre).
Il programma autunnale è completato dalle 2 date della piattaforma Fuoristrada che conferma l’attenzione per la giovane danza d’autore –una delle linee guida del Festival – con una selezione di giovani coreografi e delle loro nuove produzioni (18/19 novembre).

Tra marzo e aprile la stagione di danza si chiuderà con altri tre appuntamenti: i giovani danzatori della Scuola di Ballo Accademia Teatro alla Scala presenteranno coreografie di Petipa, Balanchine e Kylián (23 marzo). Dall’Argentina arriveranno le coppie di tangueros della Compagnia di Leonardo Cuello (1/2 aprile). Infine la leggendaria compagine dei Momix di Moses Pendleton festeggerà i 35 anni di presenza sulle scene di tutto il mondo con W Momix forever, in cui i lavori più famosi saranno accostati a creazioni recentissime (12/13 aprile).

INFO:    www.teatrocomunaleferrara.it

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