Il San Carlo si inchina agli 80 anni di Carla Fracci

fracci-picone-foto-francesco-squegliaOttanta primavere festeggiate nel bel mezzo dell’autunno napoletano per Carla Fracci, etoile della danza a cavallo tra due secoli e tante generazioni di ballerini ed appassionati. Quanta gente ha conosciuto la danza solo per il nome di Carla Fracci? Un mondo di persone che le hanno riconosciuto sempre il volto di Tersicore, il candore dei tanti personaggi eterei del primo romanticismo europeo che proprio Carla Fracci ha amato e più volte interpretato. Ebbene, i suoi “primi” ottanta li ha voluti festeggiare a Napoli perché probabilmente proprio lì si è sentita più coccolata e gratificata. Orientiamo i lettori una volta per tutte sull’infelice quanto presunta disputa mediatica sui festeggiamenti sancarliani e scaligeri. Nata il 20 agosto, l’etoile milanese ha festeggiato con i suoi cari il giorno del suo compleanno. Ci si aspettava un delirio di amore, confetti e strilloni al mattino in Piazza Duomo a Milano ed invece tutto è stato rinviato a data da destinarsi. Una scelta che pareva ricadere sulla prima rappresentazione di Giselle al Teatro Alla Scala del 4 ottobre scorso. Ed invece l’invito scaligero è stato freddamente riservato in platea per assistere alla sua Giselle, quella che l’ha lanciata nella storia del balletto del Novecento con una delle interpretazioni davvero più riuscite sui palcoscenici dediti alle coreografie di Jean Coralli e Jules Perrot. Contemporaneamente saliva al trono del Real Teatro di San Carlo di Napoli il figliuol prodigo Giuseppe Picone, nato nella Scuola di Ballo del Massimo partenopeo ma poi emigrato all’Accademia capitolina di Danza con Zarko Prebil prima di spiccare il volo verso Nancy, l’American Ballet Theatre e la Vienna dell’allora direttore artistico Renato Zanella. Ebbene, Giuseppe Picone fu scelto da adolescente proprio da Carla Fracci e Beppe Menegatti per interpretare il ruolo del giovane Nijinskij per una produzione al Teatro di San Carlo e così, da buoni corsi e ricorsi storici vichiani, ecco che Giuseppe richiama Carla a Napoli per ringraziarla, onorarla e festeggiarla insieme al pubblico napoletano sempre così fedele all’icona del balletto classico italiano.

carla-fracci-sancarlo-ph-francesco-squegliaE così la nostra festeggiata ha accolto l’invito di ben due serate di gala in suo onore sul palco prestigioso del Teatro di San Carlo, con un programma studiato a tavolino dal suo neo-direttore del ballo Giuseppe Picone e dall’immancabile marito e regista Beppe Menegatti con un titolo che è tutto un programma: La Musa della Danza. Auguri Carla!. La prima parte ha visto in scena titoli portati spesso in scena proprio dalla musa quali Le spectre de la rose di Mikail Fokine interpretato dalle due pedine ormai fisse dell’ensemble Candida Sorrentino e Salvatore Manzo mentre ne La Bella Addormentata abbiamo ritrovato una delle coppie più giovani della compagnia, entrambi diplomati alla Scuola di Ballo di casa, Luisa Ieluzzi e Stani Capissi. Il primo balletto del repertorio romantico di Filippo Taglioni del 1832, La Sylphide, è stato invece appannaggio di Sara Sancamillo e Carlo De Martino. L’Adagio della Rosa tratto dalla Bella Addormentata di Charles Jude, peraltro coreografo ospite nel prossimo Lo Schiaccianoci natalizio in cartellone al Teatro di San Carlo, è stato proposto dalla bellissima Claudia D’Antonio, supportata da Ertu Gjoni, Gianluca Nunziata, Marco D’Andrea, Massimo Sorrentino, Natalia Mele e Fabio Gison. Non sono mancati ospiti di fama mondiale quali Tyler Peck e Robert Fairchild, segno dei primi movimenti internazionali del neo-direttore Giuseppe Picone, nel balanchiniano Stars and stripes né poteva mancare l’ultimo titolo del repertorio ottocentesco Raymonda, con il pas de deux del terzo atto di Marius Petipa interpretato da Anna Chiara Amirante ed Alessandro Staiano, apparso sulle cronache internazionali per la sua presenza al Roberto Bolle & Friends di queste ultime settimane.
L’abbraccio affettuoso della città e del suo direttore non poteva che essere un cammeo in apertura della seconda parte del gala, intitolato Domani futuro di giovinezza, coreografato a quattro mani proprio da Picone e da Beppe Menegatti in un excursus nel repertorio contemporaneo di questa nuova storia della danza. Loop del ballerino e coreografo sancarliano Edmondo Tucci è stato interpretato da lui stesso in coppia con Claudia D’Antonio seguito da Narciso di Maria Grazia Garofoli portato in scena dal suo pupillo Giuseppe Picone e Luisa Ieluzzi prima di vedere l’anticipazione coreografica di Gianluca Schiavoni in Black stone, prossimamente ospite al Teatro di San Carlo con Alice in Wonderland, interpretato da Anna Chiara Amirante ed Alessandro Staiano. A seguire Michele Merola ha donato Quiet noise ad Alessandra Veronetti mentre Renato Zanella ha fatto lo stesso con Leichtes blut alles Walzer in un estratto per Stani Capissi, Ertu Gjoni e Danilo Notaro già interpretato su questo palco proprio dal neo-direttore napoletano. Infine la star britannica Christopher Wheeldon, coreografo dei maggiori ensemble del mondo, è entrato nel repertorio del Lirico con Mercurial Manoeuvres per Tyler Peck e Robert Fairchild, i veri fuoriclasse del gala. In chiusura Giuseppe Picone è tornato in regia ed in scena con i suoi Carmina Burana per sé e per il suo corpo di ballo in una chiusura d’effetto, proprio quello che ci voleva per salutare degnamente la Fracci in una due-giorni indimenticabile.

Massimiliano Craus

La Musa della Danza. Auguri Carla!
@ Teatro San Carlo di Napoli
mercoledì 26 ottobre, ore 20.30
giovedì 27 ottobre, ore 18.00

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