Benevento e l’emancipazione della danza

astra-roma-ballet-in-george-sand-uomo-e-liberta-di-sabrina-massignani-ph-massimiliano-fusco-1La stagione di danza in scena nei teatri della città di Benevento è una chicca culturale voluta fortemente da Carmen Castiello, la direttrice artistica della compagnia del Balletto di Benevento e della rassegna sannita. L’esperimento degli anni scorsi e di settembre con Romeo e Giulietta l’hanno evidentemente incoraggiata ad insistere sulla programmazione coreutica in città, coinvolgendo la popolazione in diverse location e su un lasso temporale maggiore. E così ha preso piede la prima rassegna di danza a Benevento, con tutti i crismi della valenza artistica e culturale per gli appassionati ma anche per i cittadini più curiosi e sempre più attratti dall’offerta di questi prossimi mesi.

Teatri, musei, anfiteatro romano e svariati altri siti della città e della provincia sannita saranno setacciati dalla rincorsa a Tersicore avviata da Carmen Castiello, con il primissimo appuntamento andato in scena con successo al Teatro Massimo lo scorso 20 novembre con George Sand. Uomo e libertà di Sabrina Massignani, sugli spartiti di Ludwig Beethoven, Fryderyk Chopin e Robert Schumann, affidato ai due protagonisti Odette Marucci ed Aldo Sancricca. Qui la coreografia è stata programmata da Diana Ferrara per il suo Astra Roma Ballet, andato già in scena con Sabrina Brazzo ed Andrea Volpintesta. Eccone un incipit indispensabile a conoscere il protagonista George Sand: «Quest’artista spregiudicata scelse un nome maschile, fumava il sigaro e vestiva da uomo per la libertà dello spirito e per un maggior riconoscimento sociale. Un travestimento che rappresenta la sfrontatezza e la sfida di una donna insoddisfatta, tangibile nei suoi romanzi e trascritta in coreografia attraverso la leggerezza, la forza, il coraggio e la determinazione con momenti intensi e rappresentativi dei suoi più importanti e significativi amori: l’appassionata e tempestosa relazione con il poeta Alfred de Musset e la scandalosa ed angusta storia con il grande compositore Chopin, allora ventiseienne, che si definiva un uomo d’ordine mentre George Sand, di sei anni più grande, era una donna indipendente, separata dal marito, con un passato di numerose relazioni e tendenze rivoluzionarie. I due protagonisti si innamorarono perdutamente e vissero una storia d’amore travagliata in cui arte, letteratura e vita si fusero in un sodalizio unico e tormentato».

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I prossimi appuntamenti cambieranno radicalmente registro e prenderanno il via il prossimo anno con Terra mia, esattamente il 4 gennaio, in collaborazione con l’Orchestra I Filarmonici di Benevento, in onore del compianto cantautore Pino Daniele e le coreografie della stessa Castiello per poi sperimentare le proprie contaminazioni con l’arte in Dance Out. Dialogo tra il corpo e l’arte, in scena il 25 marzo 2017, fino alla chiusura della rassegna in occasione della Giornata Mondiale della Danza del 29 aprile con Swan Lake, nuova produzione a metà tra classico e contemporaneo della compagnia Jas Art Ballet dell’etoile scaligera Sabrina Brazzo e del co-direttore dell’ensemble Andrea Volpintesta, con le coreografie di Giorgio Azzone e le immancabili musiche di Piotr Ilich Ciaikovskij.

Quattro appuntamenti di danza dalle infinite sfaccettature, proprio come nelle corde della tradizione artistica e culturale impresse dalla direttrice Carmen Castiello. «Credo che una città come Benevento non possa prescindere da una serie programmazione di emancipazione culturale – ci spiega Carmen Castiello – perché non dobbiamo mai dimenticare che questa è una città ricca di teatri e di tradizione. E’ assurdo non poter contare su una stagione di danza e così, una volta per tutte, mi sono rimboccata le maniche per l’ennesima volta e ho costruito un modello di programmazione coreutica che possa piacere agli appassionati ed alla cittadinanza sui generis. Si è sempre detto che si può e si deve educare il proprio pubblico con esperimenti di qualità per cui, a maggior ragione, ho puntato direttamente alla danza migliore in circolazione, confidando nei buoni risultati che possono garantire i ballerini di Diana Ferrara e dell’Astra Roma Ballet con lo scorso George Sand. Uomo e libertà. E poi vorrei che il pubblico si fidelizzasse al nostro mondo con proposte coreografiche interessanti come quelle legate al repertorio musicale di Pino Daniele, a quelle museali del terzo appuntamento e dell’ultimo con un nuovissimo Swan Lake degli scaligeri Sabrina Brazzo ed Andrea Volpintesta. Un lavoraccio che spero paghi tanto e presto per una concreta rinascita artistica e culturale della nostra città».

Massimiliano Craus

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