Lo spartito danzante di Alonzo King

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Un’opera d’arte è un «prodotto, umano, di qualità superiore». I parametri che definiscono tale superiorità sono generalmente definiti dalla storia e dalla critica. E quando parliamo di danza? È anch’essa un’arte visiva, che osa perfino tradurre il suono, tra le più antiche forme di espressione umana, e che si evolve da ed in una téchne. Come esemplificare tutto ciò? Assistendo ad uno spettacolo di Alonzo King, più nello specifico ai recenti Biophony e Sand andati in scena sabato 17 dicembre al Teatro Comunale di Vicenza all’interno della XXI edizione di VicenzaDanza.

Leggi la recensione su Sguardi di Danza @corriereveneto

 

 

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