Omaggio russo nella contemporaneità scaligera

Dopo tante polemiche sulla temuta perdita di classicità sono proprio i Ballets Russes a tracciare il reticolato storico della serata, La Valse / Symphony in C / Shéhérazade, recente trittico per il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala di Milano che vede scritture contemporanee e di repertorio mettere alla prova i danzatori ripuliti e ripiegati dall’attento occhio dei nuovi maître. Debutto anche per Paavo Järvi che dirige e segue il balletto sulle note di Ravel e Bizet per culminare nella seducente suite sinfonica di Rimskij-Korsakov.

Ai tre ballerini scaligeri, Stefania Ballone, Matteo Gavazzi e Marco Messina, la grande e difficile occasione coreografica a sei mani sul poema coreografico La Valse di Maurice Ravel, originariamente commissionato da Serge Djagilev. Figli del nostro tempo i tre coreografi subiscono forti influenze nei costumi con cuffie elaborate, la rampa scenografia, le molteplici prese. Eppure l’intento di Ravel viene pienamente restituito in un futurista grande Gatsby. È un valzer ovviamente il leitmotiv, che introduce silenzioso le sagome dei danzatori, le separa assecondandone gli input musicali, contrapponendo al fasto celebrativo l’oscura pesante solitudine.

Ancora più tragico ed esplicito il conflitto di Shéhérazade, coreografato da Eugenio Scigliano sulla suite sinfonica di Nikolaj Rimskij-Korsakov. Rifacendosi al balletto di Michail Fokin, Scigliano incentra la tragedia sulla figura di Zobeide (una plasticissima e drammatica Virna Toppi) relegando lo Schiavo d’oro ad inquietante icona corale. La storia tuttavia non è facilmente decifrabile, quasi se l’aver asciugato la componente esotica avesse eliminato anche quella lasciva. Le figure femminili vengono presentate sin dall’inizio come vittime di violenze e soprusi, destinate alla morte con quel continuo richiamo ai capelli come strumenti di impiccagione. Il fatto di essere state colte in piena orgia le relega comunque a martiri sacrificali e confina la loro selvaggia sensualità. Nell’impianto coreografico si ha come l’impressione ci sia stato poco tempo per sviluppare dei quadri più articolati, gestendo il movimento in modo ripetitivo e a blocchi. Stessa sensazione per l’impianto scenografico, dove il dialogo tra Cerri e Scigliano risulta solitamente più corrispondente e complesso. Lo spazio è delimitato da incombenti e squadrate colonne mentre al centro incombe un immenso fascio circolare, quasi una prigione di moderna memoria, mentre le luci sfumano dal rosso al nero in un continuo alternarsi di eros e thanatos. Il nuovo lavoro risulta tuttavia coinvolgente e pulito con un corpo di ballo che si lascia finalmente avvolgere dalle spire contemporanee.

Doppio filo con i Ballets Russes anche per Symphony in C sulla Sinfonia n.1 in Do maggiore di Georges Bizet, dove il maestro George Balanchine, evolvendo dalla tradizione, crea un vero concerto coreografico per esaltare la purezza delle linee classiche. Corpo di ballo nuovamente in piena forma, preciso, insieme. Martina Arduino risalta nella sua tecnica potente di salti e pirouette, Nicoletta Manni nei suoi algidi ed eleganti penché. Più spazio alla componente maschile nel terzo e quarto movimento con Claudio Coviello e Marco Agostino, per culminare nello stilisticamente emozionante quadro finale con le quattro copie e quasi cinquanta danzatori all’unisono.

Lara Crippa

La Valse / Symphony in C / Shéhérazade visto al Teatro alla Scala di Milano il 21 aprile 2017 (seconda rappresentazione) direttore Paavo Järvi

La Valse
Coreografia  Stefania Ballone, Matteo Gavazzi, Marco Messina
Musica  Maurice Ravel
Costumi  Irene Monti
Luci 
Valerio Tiberi
nuova produzione Teatro alla Scala
con
  Emanuela Montanari (una donna) Antonino Sutera (un uomo) Antonella Albano e Gioacchino Starace (una coppia)

Symphony in C
Coreografia  George Balanchine© ripresa da Colleen Neary
Musica 
Georges Bizet
Costumi  Karinska
Luci  Andrea Giretti
con  Martina Arduino e Timofej Andrijashenko (primo movimento) Nicoletta Manni e Roberto Bolle (secondo movimento) Virna Toppi e Claudio Coviello (terzo movimento) Vittoria Valerio e Marco Agostino (quarto movimento)

Shéhérazade
Coreografia  Eugenio Scigliano
Musica  Nikolaj Rimskij-Korsakov
Costumi  Kristopher Millar e Lois Swandale
Luci e scene 
Carlo Cerri
nuova produzione Teatro alla Scala
con
  Virna Toppi (Zobeide) Nicola Del Freo (lo Schiavo d’oro) Gioacchino Starace (Shariar) Marco Agostino (Zahman) Beatrice Carbone (ombra di Shéhérazade)

vedi anche: Cinderella di Mauro Bigonzetti per il Teatro alla Scala
e programma 2016/2017

 

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