Mangiare, amare, cantare… et voilà la danza di Rossini

Gioacchino Rossini, genio musicale umorale e gaudente che del cibo, dell’amore e del canto aveva fatto i pilastri della sua vita, viene portato in scena nell’ultimo lavoro di Mauro Astolfi, Rossini Ouvertures, con tutta la sua frenesia, passionalità e malinconia. Un’avvicendarsi di porte che si aprono e si chiudono come enormi cassetti dei ricordi, finestre che danno sull’anima, la vita, le passioni del compositore pesarese.
Difficile omaggiare un titano, eppure Astolfi riesce a rendere molti tratti dello sfaccettato Rossini, anche se ne tralascia le sfumature. Nessun intento cronologico, solo le Ouvertures che scandiscono i concatenati scambi di scena, privilegiando dapprima l’aspetto frenetico e farsesco, per indugiare poi nell’oscura malinconia. I novi danzatori della Spellbound Contemporary Ballet restituiscono atmosfere concitate e gaudenti, con grandi e aperte seconde, bacini che ammiccano, asimmetrie che scompongono l’integrità umana, tra grandi eccitazioni e pose burattine. Emergono gli assoli, dove si esprimono le singole dinamiche, in un’atmosfera sempre un po’ troppo cupa che lascia più spazio alla componente inquietante che alla luminosa comicità e alla fresca eleganza.
Le coreografie si sviluppano principalmente lungo l’asse verticale e orizzontale, di erezione e avvilimento, innalzamento e abisso, quasi a ricordare l’aspetto brillante e godereccio, contro la bassezza stessa degli istinti e lo strisciante umor nero, quella melanconia che serpeggia in tutto lo spettacolo e non abbandona mai la grandezza creativa.
Un appunto gastronomico: Gioacchino Rossini era altrettanto famoso per il suo appetito, tanto da aver creato un sodalizio culinario-musicale con il grande chef Antonin Carême. Il tartufo era il suo leitmotiv, non la frutta, e come tutti gli estimatori del cibo curava i suoi piatti, creava ricette, e forse non vi si gettava in piena ingurgitazione bulimica, essendo la digestione il suo quarto caposaldo: «Mangiare e amare, cantare e digerire: questi sono in verità i quattro atti di questa opera buffa che si chiama vita e che svanisce come la schiuma d’una bottiglia di champagne».

Lara Crippa

“Rossini Ouvertures” di Mauro Astolfi | Spellbound Contemporary Ballet
visto al Teatro Verdi di Padova, Festival Prospettiva Danza Teatro, il 05/05/2017

ROSSINI OUVERTURES “Allora..Dove eravamo rimasti ?”
coreografia e regia Mauro Astolfi
musiche Gioachino Rossini
disegno luci Marco Policastro
realizzazione scene Filippo Mancini/CHIEDISCENA Scenografia
costumi Verdiana Angelucci
assistente alle coreografie Alessandra Chirulli
con Fabio Cavallo, Alice Colombo, Maria Cossu, Giovanni La Rocca, Mario Laterza, Giuliana Mele, Caterina Politi, Gioaccino Todeschi, Serena Zaccagnini
produzione Spellbound con il contributo del MIBACT
in collaborazione con Amat/Teatro Rossini di Pesaro

Anteprima per scuole, Roma, Teatro Vascello, 20 febbraio 2017
Prima Mondiale, Teatro Rossini di Pesaro, 25 febbraio 2017

#recensione Lost for words – L’invasione delle parole vuote (la trilogia)
link Prospettiva Danza Teatro 2017

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  1. Pingback: Estate Veronese a ritmo latino | Veneto blog

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