Sergei Polunin e il balsamo creativo dell’arte

Arte terapeutica, curativa, taumaturgica, unica espressione che accoglie ed esprime il particolare per assurgerlo a universale. Per i cultori di Tersicore si danza con il divino, si trascendono confini e linguaggi per dar forma ad una nota musicale, un’espressione poetica, un ferreo codice, un’idea astratta o un sentimento inesprimibile. È questa sovrapposizione espressiva a rendere una tecnica un’arte, a far emergere tra le schiere degli esecutori un singolo elemento che si fa interprete collettivo. È il fenomeno Polunin, danzatore (e attore) ucraino, noto al mondo del balletto per essere stato a soli vent’anni il più giovane Primo Ballerino nella storia del Royal Ballet (“il nuovo Nureyev”), noto al gossip per aver rassegnato le dimissioni solo due anni dopo per non riuscire più ad esprimersi, dando voce a droga e tatuaggi (“il James Dean del balletto”), noto ai socials con oltre ventimilioni di visualizzazioni per aver dato vita alla famosissima Take me to Church di Hozier (“musa di David LaChapelle”). E sarà proprio una nuova scoperta spirituale a lenire quest’anima talentuosa e dannata, a rimetterlo in campo con le sue doti e fragilità, a nutrirne la curiosità e la fame di esperienze espressive, come testimonia il recente docufilm Dancer di Steven Cantor (2016).

Sono questi i tratti di Project Polunin SATORI (debutto dicembre 2017 London Coliseum), un trittico danzato che riunisce svariate collaborazioni artistiche, grazie alle “illuminazioni” delle singole esperienze personali. Due le preziose e seguitissime date italiane, 3 febbraio 2018 al Teatro Regio di Parma e 6 febbraio al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena, con stuolo di fans provenienti da tutto il mondo.
Apre la scena First Solo, coreografia di Andrey Kaydanovskiy, assolo di sette minuti che racchiude in nuce l’intera serata. Sergei Polunin è rivolto verso il fondale, avvolto da un pantaloncino nero e i suoi numerosi tatuaggi, in sottofondo solo voci straniere. La luce si scalda, le note musicali si inseriscono, Sergei volge la propria danza al pubblico in una continua alternanza di armoniosa maestria ed elevazione tecnica, e un suolo stridente che lo attira a sé in un’esplosione di suoni interiori.
Segue Skrjabiniana, suite datata di Kasyan Goleizovsky ma che permette alle coppie, che si avvicendano in body colorati, di esprimere le singole peculiarità. Tra primi ballerini del Teatro Bolshoi e solisti del Teatro Stanislavsky di Mosca e del Balletto del Cremlino, spicca un’originaria differenza nei ruoli, dove le figure femminili si esprimono nel lirismo delle loro braccia, mentre quelle maschili emergono nella potenza dei salti. Sembra uno squarcio tra le divinità dell’Olimpo. Il gesto è leggibile e carico di intensità interpretativa, il movimento non è mai solo tecnica, ma vibra all’infinito, asservito al susseguirsi di storie stagliate sul frontone di un palcoscenico.

Summa finale l’atteso Satori, coreografia dello stesso Polunin, diretta da Gabriel Marcel del Vecchio, scene di David LaChapelle e colonna sonora originale di Lorenz Dangel. Un brano ancora autobiografico, di difficile coerenza visiva, ma che esprime con grande pathos le tappe di una vita di prove e ricerche. La scena si apre con Sergei seduto in meditazione sotto un enorme bonsai, elemento che rimane radicato per tutta la coreografia. A coronare il palco, una schiera di schermi lanciano immagini indipendenti; una babele visiva che sovrasta quella linguistica. La scenografia è completata da nuvole e costellazioni, un perfetto set dove far scorrere i capitoli della propria vita.
Ancora una volta non si cerca lo stupore virtuosistico, ma si inscenano i drammi di un’anima per esorcizzarli. A dar forma a questa vita di tentazioni e redenzioni Ljiliana Velimirov (Solista del Teatro Nazionale di Belgrado), una madre autorevole che si innalza sulle punte con giganteschi divieti, e Dorde Kalenic (Allievo della Fondazione Nazionale della Danza di Belgrado), un giovanissimo Sergei che ricalcando i passi dell’adulto può esprimersi solo nella tecnica della danza classica, tra tour en l’air e tour à la seconde. Intervengono anche due oscuri demoni che lottano per abbattere e annientare l’adulto Sergei. È l’amore ovviamente l’unica redenzione, qui rappresentato dall’aerea Natalia Osipova (attuale compagna anche nella vita), angelo salvifico sempre presente a ricordare la retta via, quella verso se stessi e la spiritualità universale, ma anche amore passionale, ricerca di condivisione e di fiducia.
La danza inizia vorticosa, così come gli abiti che vengono dismessi man mano. Un percorso di liberazione dalle convenzioni, dall’ipocrisia, dagli schemi che ci vengono continuamente imposti e che rappresentano comunque il nostro linguaggio. Un memento, a tutti i fans affascinati dalla dannazione, che è la bellezza a reggere il mondo, l’unione con se stessi, la consapevolezza di essere parte del tutto.

Lara Crippa

“Project Polunin”, visto al Teatro Regio di Parma il 03/02/2018 prima nazionale

FIRST SOLO
Coreografia ANDREY KAYDANOVSKIY
Musiche ALÈMU AGA, AGUSTIN LARA
Poesie ALEXANDER GALICH
Costumi MARTIN LEUTHOLD Luci CHRISTIAN KASS
Interprete SERGEI POLUNIN

SCKRJABINIANA
Coreografia KASYAN GOLEIZOVSKY
Musica ALEXANDER SKRJABIN
Regia, luci ROMAN MIKHEENKOV
Ricostruzione coreografia KSENIA OYVENTAL
Costumi SOFIA FILATOVA
Interpreti
SERGEI POLUNIN
NATALIA OSIPOVA, Prima ballerina, Royal Opera House
IGOR TSVIRKO, Primo solista, Balletto del Teatro Bol’šoj di Mosca
ELENA SOLOMIANKO, Solista, Balletto del Teatro Stanislavskij di Mosca
EGOR KHROMUSHIN, Solista, Balletto del Teatro Bol’šoj di Mosca
POLINA PODOLSKAYA, Solista, Balletto del Cremlino
EVGENIA SAVARSKAYA, Solista, Balletto del Teatro Bol’šoj di Mosca
ALEXEI LYUBIMOV, Solista, Balletto del Teatro Stanislavskij di Mosca
NINA KAPTSOVA, Prima ballerina, Balletto del Teatro Bol’šoj di Mosca
ANASTASIA GORYACHEVA, Primo solista, Balletto del Teatro Bol’šoj di Mosca

SATORI
Coreografia SERGEI POLUNIN
Musica originale LORENZ DANGEL
Regia GABRIEL MARCEL DEL VECCHIO
Scene DAVID LACHAPELLE Costumi ANGELINA ATLAGIC
Luci CHRISTIAN KASS Video DESIGN ZSOLT BALOGH
Suono TOM MARSHALL Direttore del casting VALENTINO ZUCCHETTI
Interpreti
SERGEI POLUNIN
NATALIA OSIPOVA, Prima ballerina, Royal Opera House
LJILIANA VELIMIROV, Solista, Teatro Nazionale di Belgrado
ALEXEY LYUBIMOV, Solista, Balletto del Teatro Stanislavskij di Mosca
IGOR TSVIRKO, Primo solista, Balletto del Teatro Bol’šoj di Mosca
DORDE KALENIC, Allievo, Fondazione Nazionale della Danza di Belgrado

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