Fabbrica Europa XXV: 52 titoli, 96 repliche, 25 giorni di spettacolo

Venticinque anni di Fabbrica Europa vissuti non come una celebrazione, ma come anno zero per ripartire da un nuovo respiro di creatività, ricercato in un’essenza palpitante da ascoltare e catturare per carpirne la vitalità, il battito, il senso. Torna Fabbrica Europa, giunta alla sua XXV edizione, facendo del suo centro la Stazione Leopolda di Firenze. 25 giorni di spettacolo, dal 4 maggio al 10 giugno 2018, con 52 titolo, 96 repliche 200 artisti di 20 paesi, 10 produzioni/coproduzioni, 15 tra prime nazionali/assolute/site specific.

Tra i protagonisti della scena internazionale il coreografo di origini tibetane Sang Jijia che apre il festival con  Re-Mark, creazione site specific di danza e multimedia in prima assoluta (5>8/5, Stazione Leopolda). Si torna in Europa con la rigorosa ed essenziale ricerca di Anne Teresa De Keersmaeker in Mitten wir im Leben sind/Bach6cellosuiten, un delicato e profondo incontro tra danza, musica e quella “spiritualità senza filtri” evocata dal titolo preso in prestito da un Inno di Lutero (2,3/6, Teatro della Pergola). Altra prima nazionale è Go Figure Out Yourself di Wim Vandekeybus, un incontro con il pubblico in uno spazio insolito (5,6/5, Stazione Leopolda), mentre Benoît Lachambre in Lifeguard smargina i confini tra performer e spettatore; (9,10/6, nell’ambito di Secret Florence).

Il tunisino Radhouane El Meddeb in À mon père, une dernière danse et un premier baiser crea, attraverso un racconto intimo ed emozionante, un dialogo immaginario con suo padre scomparso (10/5, Stazione Leopolda). Boucle è la prima creazione del franco-vietnamita Xuan Le, straordinario performer che passa con disinvoltura dal pattinaggio a rotelle alla danza contemporanea (12/5, Stazione Leopolda). Con Pode Ser la giovane coreografa francese Leila Ka, partendo da una sintassi hip-hop e attraversando diversi linguaggi coreografici, porta in scena un racconto intenso alla ricerca delle composite identità che costituiscono la persona (12/5, Stazione Leopolda).

Tra gli artisti nazionali Cristina Kristal Rizzo in Invisible pièce prende avvio da una personale traduzione de La Morte del Cigno di Anna Pavlova del 1924 (9/5, Stazione Leopolda); Davide Bombana coreografa Arcaico per i danzatori del Balletto di Roma con l’energica musica di Katia Pesti e la voce di Gabin Dabiré (prima nazionale, 8/5, Stazione Leopolda); Simona Bucci crea Interrogai me stesso per Hal Yamanouchi sul concetto di ripetizione (prima nazionale,11/5, Stazione Leopolda).
E poi ancora i progetti coreografici di Patrizia de Bari, Annamaria Ajmone e Marcela Santander, Salvo Lombardo, Martina Francone e Anna Till, Elisa Capecchi e Sara Campinoti, per finire con Soggetto Senza Titolo di Olimpia Fortuni.

Programma completo su: www.fabbricaeuropa.net

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