Nostalgia e ricerca per il 61mo Festival dei Due Mondi

61a edizione per il Festival dei Due Mondi di Spoleto, storico luogo d’incontro tra culture diverse, vetrina d’eccellenza per grandi artisti e nuovi emergenti. Da dieci anni sotto la guida di Giorgio Ferrara, il Festival di Spoleto è cresciuto progressivamente, contando 90.000 presenze nel 2017: «Il Festival dei Due Mondi di Spoleto ha varcato la soglia dei 60 anni e oggi vive una fase di nuovo splendore, confermata da risultati qualitativi e numeri di grande soddisfazione. Una sfida vinta, che ci fa guardare al triennio che sta per avere inizio con sempre maggior fiducia e ci spinge a proseguire il nostro percorso nelle Arti con la consapevolezza di chi crede nel coraggio e nell’efficacia della cultura».

Due settimane, dal 29 giugno al 15 luglio 2018, di articolata attenzione da parte delle istituzioni, degli artisti, degli operatori culturali, delle aziende, dei media, che contribuiscono all’affermazione della manifestazione quale evento di risonanza mondiale e appuntamento da non perdere. La danza quest’anno sarà rappresentata dai grandi nomi di Lucinda Childs, Jean-Claude Gallotta e John Neumeier, e sarà proprio la vincitrice del Leone d’oro 2018 alla Biennale di Venezia ad inaugurare il festival con A Portrait, un ritratto della Lucinda Childs Dance Company che ne celebra e ripercorre la brillante carriera; una retrospettiva che presenta estratti da alcune fra le sue coreografie più celebri, da Radial Courses (1976) a Katema (1978), per proseguire con Concerto (1993), Dance III (1979), il recente Canto Ostinato (2015) e Avaiable Light (1983).

Excursus nella storia del rock femminile il 6, 7 e 8 luglio con My Ladies Rock della compagnia di Jean-Claude Gallotta che racconta la storia di un rock meno esposto alla gloria di quella degli uomini ma altrettanto fertile, passando per Brenda Lee, Aretha Franklin, Janis Joplin, Patti Smith e le loro eredi.
Ultimo appuntamento il 13 e 14 luglio con una serata di danza nel nome di John Neumeier, Old Friends, la nostalgia della musica, da quella di Chopin «che unisce l’eleganza dei salotti del 19° secolo alla profonda capacità emotiva del compositore, proprio come le canzoni degli anni ’60 di Simon & Garfunkel combinano sonorità facilmente accessibili con versi di intensa rilevanza poetica».
Nelle stesse date verrà presentato anche They di Marianna Kavallieratos, progetto sviluppato nell’ambito di The Watermill Summer Program diretto da Robert Wilson, una esplorazione del concetto di transgender e dell´identità sessuale della natura umana.

INFO:    www.festivaldispoleto.com

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