Ferrara, culla contemporanea


La Danza è da sempre uno dei punti forza della programmazione del Teatro Comunale di Ferrara, e la stagione 2018/2019 ne è una conferma. Diversi gli elementi di novità, a partire da tre grandi nomi di richiamo e respiro internazionale. Inaugura il festival di danza contemporanea, martedì 16 ottobre, Saburo Teshigawara con la prima nazionale in esclusiva di The idiot, un lavoro di grande complessità ispirato all’opera omonima di Dostoevskij che lo vede in scena con la sua storica partner Rihoko Sato.
In esclusiva per l’Italia anche la coreografia Last Work di Ohad Naharin presentata il 25 novembre dall’israeliana Batsheva Dance Company, complesso che Ferrara è riuscita a proporre anche grazie al sostegno dell’Ambasciata Israeliana in Italia e del MEIS – Museo Internazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah – e al contributo di alcuni privati. Il 13 e il 14 dicembre sarà poi presentato per la prima volta a Ferrara un lavoro di Jan Fabre, versatile artista belga di cui va in scena, nell’interpretazione di Cédric Charron, Attends, attends, attends… (pour mon père), uno dei suoi lavori più forti e intensi, in cui si riflette sul complesso rapporto che si sviluppa nel corso del tempo tra padri e figli.
Tra le presenze italiane Aterballetto il 9 novembre presenta la serata a doppio titolo Bach Project, dove la celebre Sarabande di Kilyan è accostata a Domus Aurea, nuova creazione di Tortelli con le musiche live dell’ensemble Sentieri Selvaggi diretto da Carlo Boccadoro; MM Contemporary Dance Company sarà invece impegnata in 2 pièces per 11 danzatori: Schubert Frames di Enrico Morelli e Gerswin Suite di Michele Merola (30 ottobre).


Il CollettivO CineticO – compagnia residente del Teatro Comunale di Ferrara – propone due appuntamenti frutto della collaborazione con il coreografo israeliano Sharon Fridman: il site specific Everything that will be is already there creato da Fridman e in programma al MEIS il 20 ottobre, e la serata a due titoli del 3 novembre dove il CollettivO proporrà How to destroy your dance di Francesca Pennini e Dialogo primo: impatiens noli tangere di Sharon Fridman.
Nell’ambito del progetto Anticorpi verrà mantenuta l’attenzione per i giovani danz’autori con la piattaforma Fuoristrada che quest’anno sarà dedicata a due coreografi in ascesa: Olimpia Fortuni, impegnata il 4 dicembre nella prima assoluta di Do animals go to heaven?, e Manfredi Perego, che presenterà la sua nuova creazione Labile Pangea il 5 dicembre.
Il Teatro Comunale di Ferrara avvia inoltre quest’anno un progetto particolarmente impegnativo sul tema della disabilità, insieme con LST (La Società a Teatro) e con il sostegno della sezione ferrarese Rotary Distretto 2027: in Amore mio andrà in scena il risultato dell’esperienza pluriennale della coreografa Julie Ann Anzilotti condotta con giovani adulti con disabilità (23 ottobre), mentre la ricerca che Antonio Viganò per il Teatro La Ribalta sta conducendo all’Accademia Arte della Diversità sarà proposta nel lavoro di teatrodanza Ali (20 novembre).


La seconda parte della stagione accosta e mette a confronto nell’arco di poche settimane le eccellenza del balletto classico, della moderna dance americana e della danza contemporanea vista sia nelle sue prime formulazioni nell’Italia di fine ’900, sia nelle esperienze più innovative degli anni più recenti. Il 19 gennaio con il progetto RIC.CI. – ripresa delle più significative creazioni di danza degli anni 80/90 – presenta Tango glaciale, riallestimento di un lavoro del 1982 di un giovane Mario Martone. Dagli Stati Uniti arriverà per la prima volta a Ferrara (31 gennaio) la Parsons Dance, compagnia fondata da David Parsons nel 1985, impegnata in un repertorio fatto di novità e grandi classici. A rappresentare la grande tradizione del balletto classico è stato chiamato il Balletto Yacobson di San Pietroburgo, fondato da Leonid Yacobson nel 1969, con La bella addormentata (28 febbraio). La chiusura della Stagione sarà affidata il 24 marzo alla coreografa israeliana Sharon Eyal che – dopo anni di esperienza nella Batsheva Dance Company – con Gai Behar ha fondato la L-E-V Dance Company: per il debutto a Ferrara Eyal ha scelto OCD Love per sette interpreti: una pièce che racconta il bisogno di amore espresso dallo sguardo di chi soffre di Disturbi Ossessivo Compulsivi.

INFO: www.teatrocomunaleferrara.it

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  1. Pingback: Last work, tre anni dopo | Parole di Danza

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