Bach: oscura e luminosa proiezione danzante

Un progetto su Bach, un progetto che stempera, sospende, amplifica le note virtuosistiche del compositore proiettandovi danza e scomposizione umana. Uno degli ultimi lavori di Aterballetto che torna, con il dittico di Bach Project, all’espressione più profonda, intima e viscerale della danza, catturando lo spettatore in un rapimento estetico ed emozionale. Sarabande, opera di Jiří Kylián del 1990, e la nuova creazione Domus Aurea commissionata a Diego Tortelli, si succedono con intelligenza musicale e razionalizzazione coreutica destrutturando l’anima.


Il noto Sarabande di Kylián distrugge volutamente l’originale di Bach, ma recupera l’aspetto pantomimico della danza. Il chiasso deriva da una sequenza ordinata di suoni umani espressivamente ricalcati da sei danzatori partoriti da abiti cinquecenteschi. Un frastuono dell’anima che viene risucchiata in un sogno macabro e ironico dove il corpo cerca di librarsi tra abiti che costringono e legano i movimenti, per imporre imponenti plié alla seconda ed uscire da quell’originale coro omogeneo. Una danza che vuole affrancarsi dagli stereotipi maschili svelando inquietudini e fragilità, in bilico tra la necessità di confondersi e quella di emergere.


Più ampia la struttura di Diego Tortelli che si avvale dell’artista visivo Massimo Uberti per ricreare una struttura luminosa a porte aperte, una Domus Aurea al neon che trasporta il pensiero alla luccicante dimora neroniana. Uno spazio attraversato, mobile, che accoglie flussi di moto, totem umani, singole voci, sotto l’occhio attento del suo regista interno. Le membra sembrano disarticolarsi come singoli elementi architettonici da ricomporre. Ginocchia, caviglie, piedi, spezzano le linee convenzionali in un surrealismo che incanta. I danzatori scorrono fluidi nello spazio, come materia magmatica da cui emergono singoli elementi che si avvinghiano per sopravvivere alla propria individualità. Così la musica dal vivo, eseguita dall’ensemble Sentieri Selvaggi nella trascrizione di Giorgio Colombo Taccani, sublima la danza popolare attualizzando una meccanicità che si permea di singole unicità.

Lara Crippa

“Bach Project”, Aterballetto, visto al Teatro Ferrari di Camposampiero (PD) il 13/10/2018,
all’interno della rassegna Musik[è]

SARABANDE

Coreografia: Jiří Kylián
Musiche originali: J.S. Bach, Sarabande dalla Partita n. 2 in re minore BWV 1004
Soundscape implementation: Dick Schuttel
Costumi: Joke Visser
Progettazione luci: Jiří Kylián (concept), Joop Caboort (realizzazione)
Supervisione tecnica e luci: Kees Tjebbes
Scenografia: Jiří Kylián
Assistenti al coreografo: Patrick Delcroix, Urtzi Aranburu
Danzatori: Saul Daniele Ardillo, Damiano Artale, Hektor Budlla, Philippe Kratz, Giulio Pighini, Roberto Tedesco

DOMUS AUREA
Coreografia: Diego Tortelli
Musiche: J.S. Bach, Suites francesi trascritte da Giorgio Colombo Taccani
eseguite dal vivo da Ensemble Sentieri selvaggi (Mirco Ghiradini clarinetto, Paola Freflauto, Piercarlo Sacco violino, Aya Shimura violoncello, Andrea Dulbecco vibrafono e percussioni)
Scene: Massimo Uberti
Luci: Carlo Cerri
Costumi: Diego Tortelli, realizzati da Francesca Messori e Nuvia Valestri
Danzatori: Noemi Arcangeli, Saul Daniele Ardillo, Damiano Artale, Estelle Bovay, Hektor Budlla, Martina Forioso, Clément Haenen, Arianna Kob, Philippe Kratz, Ina Lesnakowski, Grace Lyell, Ivana Mastroviti, Giulio Pighini, Roberto Tedesco, Hélias Tur-Dorvault, Serena Vinzio

Produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto

2 comments

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