Teatro San Carlo, tra accuse, banchi di prova e riconoscimenti

Uno sguardo al Teatro di San Carlo di Napoli in questi giorni è inevitabile, non solo per le vicende in sala e sul palco del Massimo partenopeo ma anche per tante faccende che si discutono nelle aule di Tribunale e in patinate sale a ritirare premi prestigiosi. Un saliscendi emozionale a cui il popolo della danza alle pendici del Vesuvio pare debba per forza di cose abituarsi, con un viaggio a braccetto di Tersicore ricco di insidie, capricci, regolamenti e successi.


Ma andiamo con ordine. Cominciando con la Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo. Innanzitutto ricordando il rinnovo contrattuale al direttore Stephane Fournial per altri due anni che, sommati ai già trascorsi tre, potrà star seduto sullo scranno sancarliano per un buon lustro. Niente a che vedere con il venticinquennio di Anna Razzi ma, di questi tempi, è un traguardo più che significativo in termini di fiducia riposta dalla soprintendente Rosanna Purchia.
Le noti dolenti della scuola sono però ancora legate ai numeri degli allievi respinti dello scorso anno accademico, un 25% circa che ha fatto gridare allo scandalo da queste parti e non solo. Tutti hanno cominciato a chiacchierare dei corsi sdoppiati, delle poche sale a disposizione e dei pochi docenti in sala per gli oltre duecento allievi arruolati dal direttore francese e dai suoi quattro maestri. Un turbinio di voci che si è scatenato anche sui social network ed a mezzo stampa quando sono stati bocciati moltissimi allievi dei corsi medi e superiori, ovvero quelli in cui non si era calcato la mano con l’incremento massiccio di unità. Da qui l’intervento di un legale chiamato in causa da numerose famiglie per risolvere una questione di forma. O di contenuti? Fatto sta che il 15 novembre si va tutti in Tribunale a ridiscutere di quanto successo agli esami estivi di fine anno accademico ed aspettare che un giudice si esprima.

Intanto la stagione di danza della compagine diretta da Giuseppe Picone si è conclusa con una prima nazionale attesissima, una Signora delle camelie innovativa griffata da Derek Deane. Un titolo che il grande pubblico della danza non conosceva e che ha accolto con un’anteprima tiepida prima di ricredersi a sipario aperto. Del resto i bellissimi costumi, le video-proiezioni, la cura maniacale del duo Deane-Picone e la bravura del giovane corpo di ballo sancarliano ha garantito uno spettacolo bellissimo con le coppie scoppiate tra Alessandro Staiano e Maria Yakovleva oltre ad Anna Chiara Amirante ed Istvàn Simon. Un’idea del direttore Giuseppe Picone per valorizzare oltremodo gli interpreti del corpo di ballo al cospetto di una produzione internazionale, un coreografo dell’eccellenza britannica e ballerini ospiti carismatici.
Di quel titolo lo stesso direttore ha voluto ringraziare personalmente l’ospite Deane con queste parole: «È stata un’esperienza importante per noi e per il teatro che ha potuto arricchire il proprio repertorio. Derek Deane è un grande coreografo che ha spremuto i ballerini e tutto lo staff del Teatro di San Carlo. Questo titolo l’ho concepito nove mesi prima ed è andato avanti con una gestazione davvero stimolante ma sfiancante».
Del resto quella cura serviva per essere pronti all’occorrenza, con un coreografo abituato a palcoscenici di primissimo piano e con l’idea in testa di sradicare il balletto dall’accezione solo classica del balletto stesso. Derek Deane così ci ha sintetizzato il suo obiettivo a breve termine: «Sto provando in tutti i luoghi ed in tutti i modi a rendere il balletto più contemporaneo, togliendo dalle scene i desueti tutu appannaggio di un modo di danzare più brioso e moderno. Non tanto in termini tecnici quanto in quelli stilistici, più leggibili dal pubblico delle nuove generazioni. Anche perché determinati ruoli del passato non sono più messi in scena con il senso artistico appropriato, infatti i ballerini di oggi non sanno più calarsi nelle parti che interpretano e, dunque, dobbiamo riadattare i titoli alle nuove istanze di chi va in scena e di chi siede in platea».

Intanto il prossimo appuntamento con la compagnia è per il 27 e 28 ottobre con Grand pas Classique, un omaggio di Giuseppe Picone, nella duplice veste di étoile e coreografo, al repertorio di balletto che invece si caratterizza ancora per i tutu e per l’allure del Romanticismo che fu. In vista de Lo Schiaccianoci coreografato dal direttore tuttofare in scena dal 29 dicembre al 5 gennaio di cui scriveremo. Intanto lo stesso Picone nella serata di sabato 20 ottobre, nell’Auditorium SGM Conference Center di Roma, in occasione della seconda edizione dell’International Dance Award, ha ricevuto il Premio Stefano Francia, eccellenze della danza, per la sua coreografia di Cenerentola di Sergej Prokof’ev che il Teatro di San Carlo ha di recente portato in tournèe a Pechino riscuotendo notevole successo di pubblico e di critica.

Massimiliano Craus

www.teatrosancarlo.it

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