Nuove geometrie per lo spettacolo finale della Scuola del Teatro dell’Opera

La Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma torna in scena domenica 7 luglio al Teatro Costanzi, la casa capitolina della danza di Laura Comi e dell’intera città. E domenica si torna sul palcoscenico più prestigioso per ricordare ancora una volta i fasti dei novant’anni della scuola e ripercorrere l’intero anno accademico con le novità salienti dei due coreografi ospiti Giorgio Mancini e Mauro Bigonzetti, oltre al debutto in scuola di Eugenio Scigliano con il laboratorio di danza contemporanea.

Tutti in scena, dunque, nel rispetto degli obiettivi didattici e delle finalità educative di Laura Comi per i suoi giovani ballerini impegnati domenica sera con un repertorio trasversale agli stili ed ai contenuti. Cominciando tutti insieme con il classico molto dinamico e danzato di Giorgio Mancini per chiudere con la tradizione del repertorio di balletto per eccellenza quale “Schiaccianoci divertissement” tratto da Lev Ivanov e Piotr Ilich Ciaikovskij, passando per ben due pezzi di contemporaneo di Eugenio Stigliano e Mauro Bigonzetti con il suo “Turnpike” del 1991 sulle musiche di Johann Sebastian Bach Balletto per l’allora Balletto di Toscana, ripreso successivamente nella stagione ‘97/’98 per la Deutsche Oper di Berlino e nel 1999 per lo State Ballet di Ankara prima di tornare in scena in questa caldissima domenica di luglio romana!

Ma è la stessa direttrice della Scuola di Danza a presentare il programma nei dettagli, così come l’ha immaginato sulla carta e nella sua mente prima di portarlo sul palco del Costanzi: il programma di quest’anno si compone di coreografie dallo stile dissimile tra loro. Durante il percorso di studi che proponiamo, gli allievi hanno la possibilità di incontrare maestri e coreografi di diversa provenienza artistica. La serata del 7 luglio rappresenta una sintesi del lavoro svolto durante l’anno. Tramite lo studio assiduo e quotidiano, l’attenzione, come sempre, è finalizzata alla realizzazione di uno spettacolo in cui la Scuola di Danza dimostra nel migliore dei modi, come lo studio tecnico sia al servizio dell’evoluzione artistica. La serata si apre con due creazioni realizzate proprio per i nostri allievi: “Imago” del maestro Giorgio Mancini sulle musiche di Joseph Haydn, Jean-Philippe Rameau e Christoph Willibald Gluck. A seguire “Geometrie per due quintetti” del maestro Eugenio Scigliano sullo spartito di Luigi Boccherini. Segue poi la coreografia “Turnpike” del maestro Mauro Bigonzetti, ripresa da Annamaria Galeotti su musiche di Johann Sebastian Bach, che gentilmente ha concesso alla Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma di riportare in scena questo suo lavoro del 1991 con un gruppo di ragazzi del settimo e dell’ottavo corso. La serata si chiude con “Schiaccianoci divertissement” dei maestri Ofelia Gonzalez e Pablo Moret sulle musiche naturalmente di Piotr Ilich Ciaikovskij. Un classico del nostro repertorio che impegna ragazzi dal quinto all’ottavo corso stimolandoli nella tecnica, nello stile e nell’interpretazione. Insomma un programma articolato che desideravo portare in scena per una più completa presentazione della Scuola di Danza, e per premiare il lavoro dei ragazzi e di tutto il corpo docente.

Con i nomi ed i cognomi dei collaboratori sempre più stretti quali Silvia Curti, Ofelia Gonzalez, Gaia Straccamore, Alessandro Bigonzetti, Alessandro Molin, Pablo Moret e Gerardo Porcelluzzi. Oltre all’insegnante di repertorio classico Gaia Straccamore, all’insegnante del corso di fisiotecnica e propedeutica alla danza Valentina Canuti ed all’insegnante del corso di storia, teoria e cultura musicale Giuseppe Annese mentre i maestri accompagnatori al pianoforte sono Alice Michahelles, Sergio Di Giacomo e Samuel Tanca. Gli stessi che il soprintendente Carlo Fuortes non dimentica nei ringraziamenti ufficiali e nell’incoraggiamento all’intera scuola in vista del prossimo successo annunciato di domenica 7 luglio: la qualità artistica e la crescita delle professionalità dell’intera Fondazione partono proprio dai più giovani. A loro si dona quotidianamente il meglio della nostra conoscenza e competenza, a loro si guarda con gli occhi pieni di speranza per la cultura ballettistica del nostro Paese. Il lavoro svolto da Laura Comi e dal suo staff è lodevole e la passione che lo anima uno stimolo per tutti noi.

di Massimiliano Craus

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