Aperto, Festival tra i più internazionali, incastona la piattaforma italiana


Due prime italiane e una prima europea per la Stagione di Danza della Fondazione I Teatri Reggio Emilia, che prende il via con il teatro-danza decostruito e ironico dei Peeping Tom (27 e 28 settembre Teatro Ariosto). Dopo Moder e Vader, la Compagnia riconosciuta nel panorama internazionale per l’originalità indiscussa e uno stile unico, porta in prima italiana Kind (figlio), a chiudere la trilogia della famiglia, che indaga le emozioni latenti nei contesti familiari.

Evento straordinario del 2019 – incastonata nei due mesi del Festival Aperto – sarà la presentazione della 5a edizione della NID. New Italian Dance Platform, vetrina biennale della danza italiana, dal 10 al 13 Ottobre 2019 a Reggio Emilia negli spazi della Fondazione I Teatri, partner insieme ad ATER Circuito Multidisciplinare (capofila) e Fondazione Nazionale della Danza.

Definito il più innovativo ed entusiasmante dancemaker della sua generazione, Richard Siegal ha fondato nel 2016 Ballet of Difference, compagnia di dodici talentuosi danzatori provenienti dalle più prestigiose compagnie internazionali. New Ocean (16 ottobre Teatro Ariosto) – la sua prima coreografia a serata intera – si ispira alla leggendaria creazione Ocean di Merce Cunningham, di cui nel 2019 si festeggia il centenario dalla nascita.
Anche la compagnia Rambert (13 novembre Teatro Valli) omaggia Merce Cunningham – a 100 anni dalla nascita e a 10 dalla scomparsa – con una riedizione personalizzata dei leggendari Events, per le musiche composte ed eseguite dal vivo da Philip Selway (batterista dei Radiohead) e le scene e costumi basati sulla serie di dipinti dedicati a Cage da Gerhard Richter.


Continua la collaborazione biennale con la Collezione Maramotti, affidata questa volta ad un nuovo progetto site-specific commissionato a Dimitris Papaioannou, coreografo greco dall’estetica dirompente che innesta nei suoi lavori una visione fortemente teatrale, quadri visionari evocativi di influenze legate al pensiero filosofico occidentale e al mondo dell’arte visiva (dal 24 al 27 ottobre). Greco è anche Christos Papadopoulos, che presenta in prima italiana l’ipnotico Ion (29 settembre Teatro Cavallerizza), in cui l’impercettibile movimento di 10 interpreti si trasforma in danza migratoria di uccelli, nel libero movimento delle nuvole, in danza primordiale.
Ancora, Tordre del coreografo francese Rachid Ouramdane (6/7 novembre Teatro Cavallerizza) – in collaborazione con Fondazione Nazionale della Danza e Centro Teatrale Bresciano – è un duetto frutto della fusione di due assoli simultanei; mentre Sita Ostheimer (23 novembre Fonderia Aterballetto), a lungo danzatrice e collaboratrice di Hofesh Shechter, presenta tre brevi creazioni del suo percorso da coreografa.
Prosegue anche la finestra sull’Italia con la presenza di CollettivO CineticO, accompagnato produttivamente in modo continuativo per tutto il triennio sia nella loro ricerca che nell’interessante confronto con segni autoriali altri. Accanto a Spin Off (22/23 novembre Teatro Valli), nuovo lavoro della Compagnia firmato da Francesca Pennini, Dialogo Secondo: Pentesilea Ultras, nuova creazione dell’artista ospite Enzo Cosimi ideata per il CollettivO (23 novembre Teatro Cavallerizza).

La stagione prosegue nel 2020 con Dreamers, la serata di Fondazione Nazionale della Danza Aterballetto (11 gennaio Teatro Valli) composta da tre coreografie, di cui due creazioni esclusive firmate da Philippe Kratz e Rihoko Sato, e un riallestimento di un lavoro di Ohad Naharin per Aterballetto. Philippe Kratz, danzatore di Aterballetto e promettente coreografo, per la sua nuova creazione cloud|materia si ispira alle idee di Anni Albers, esponente di rilievo del movimento Bauhaus.Rihoko Sato, già acclamata a livello internazionale quale interprete principale nelle creazioni di Saburo Teshigawara, comincia proprio con Aterballetto il suo percorso da coreografa. Chiude la serata Secus, creazione audace e stravagante di Ohad Naharin.
Acclamata nel mondo, la Compagnia Batsheva – fondata a Tel Aviv dalla contessa Batsheva de Rothschild con la supervisione di Martha Graham – porta a Reggio in prima italiana (26 gennaio Teatro Valli) Venezuela di Ohad Naharin, coreografo residente di Batsheva Dance Company. In Venezuela Naharin e i suoi danzatori esplorano il dialogo e i conflitti tra il movimento e il suo contenuto, e attraverso le incredibili qualità della Compagnia – creatività, musicalità e passione – trasportano il pubblico in un viaggio affascinante e irresistibile.

Nei lavori di Cristiana Morganti, danzatrice storica del Wuppertal Tanztheater Pina Bausch e coreografa, l’aspetto autobiografico è una costante: nella sua creazione (21 febbraio Teatro Ariosto), lavorerà con interpreti di nazionalità diverse e provenienti da esperienze professionali eterogenee, con l’obiettivo di creare una danza piena di energia, in una teatralità ricca di umorismo e poesia.
Nel 2020 Hofesh Shechter, uno degli artisti più emozionanti di oggi, festeggerà il decimo anniversario del suo iconico capolavoro Political Mother e creerà una nuova e potente versione per la compagnia giovanile Shechter II, che debutterà in prima europea a Reggio (18 marzo Teatro Valli). Combinando una musica vibrante e un raffinato disegno luci e di proiezioni, Political Mother Unplugged promette di essere un’esperienza unica.

INFO: www.iteatri.re.it

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